Lavorare con la Dea Athena: cosa succede quando il lavoro diventa l’unico strumento per riconoscere il proprio valore.

Nella nostra società sembra che noi donne non possiamo mai essere poliedriche, libere, sfumate. Sembra sempre che per noi sia necessario scegliere: o sei santa o sei pu*****, o sei indipendente o sei sottomessa, o sei madre o sei una donna in carriera. Il Mondo in cui viviamo ci chiede costantemente di decidere da che parte stare e nel momento in cui scegliamo una strada ci ritroviamo incastrate in un percorso rigido che ci lascia poco spazio per esprimere davvero tutte noi stesse. La conseguenza? Non sentirci mai davvero all’altezza e sentirci invece profondamente sbagliate.

Accade perché lo sentiamo che in noi c’è molto altro, ma pensiamo di doverlo ignorare o sradicare per poter essere riconosciute nei nostri ruoli, e contemporaneamente quella parte profonda di noi che cerca di mostrarci tutto ciò che c’è oltre le nostre stesse aspettative, diventa un difetto, qualcosa di cui vergognarci, un limite al successo.

E’ quello che accade, ad esempio, quando una donna decide di voler fare carriera e improvvisamente il lavoro diventa l’unico strumento disponibile per dimostrare il proprio valore. Tutto inizia a girare intorno al bisogno di dimostrare di essere all’altezza pur essendo donna, creando sì espansione in alcune direzioni, ma blocchi energetici in altre.

In questo articolo ti voglio raccontare cosa succede quando il proprio valore viene legato solo al successo lavorativo, quale archetipo delle dee greche potrebbe essere attivo in te in questo caso, cioè Athena, e come iniziare a cambiare la situazione.

Chi sono io per accompagnarti in questo? Io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a crescere insieme?


Cosa succede quando nella vita di una donna il lavoro diventa l’unico strumento per riconoscere il proprio valore.


Ho sempre ammirato le donne che sanno cosa vogliono e sanno come ottenerlo, ed ho sempre ambito ad essere una donna così. Quello che mi ha sempre lasciata titubante però, è vedere alcune donne con una Visione potente e capacità di strategia uniche, limitare la loro vera essenza per far funzionare i loro obiettivi lavorativi.

Mi ha sempre spaventata, e forse per quello ad un certo punto ho scelto di non voler fare carriera nella multinazionale in cui lavoravo un tempo, la possibilità di perdere le mie passioni al di là della professione, la possibilità di dovermi sempre vestire, parlare, atteggiare in un certo modo limitando l’espressione di me, la possibilità di dover sempre fare i conti con il dimostrare di essere all’altezza performando senza riposare mai a discapito della mia complessità.

E sì, fortunatamente siamo circondate di donne ad oggi, che pian piano riescono a fare spazio a tutte le versioni di loro stesse, ma siamo sincere: farlo è una lotta. Ci riesce chi si mette in proprio, chi comunque fa qualche rinuncia, chi riadegua i propri confini alle necessità dei suoi desideri, chi accetta che farlo ha delle conseguenze. Perché la verità è che il mondo del lavoro non sostiene questa possibilità, e l’energia maschile (che ricordo ancora una volta non è qualcosa di negativo, ma semplicemente di inadatto a tutte le persone) su cui è costruita la nostra società genera convinzioni limitanti che ci portano a credere che ad un certo punto dovrai comunque scegliere tra te stessa e la tua carriera.

Il problema, è che quando scegli la tua carriera a discapito di te stessa si generano effetti che non avevi previsto:

  • La tua vulnerabilità viene negata e rifiutata, così diventa impensabile fermarsi e riposare, e questo genera effetti negativi sulla tua mente e sul tuo corpo (affaticamento, disturbi fisici, malattie autoimmuni, stanchezza cronica, perdite di peso o aumento di peso, ansia, burnout, ecc);
  • Entri in un loop di ricerca di approvazione costante, in particolare dalle figure maschili della tua vita, siano esse legate al mondo lavorativo che a quello personale, che può generare perdita di sicurezza in se stessa ogni volta che non si riesce a raggiungere il massimo;
  • Tende ad attivarsi, in conseguenza, una competitività non sempre desiderata che può generare difficoltà nel creare legami femminili e creare una sensazione di solitudine in te stessa;
  • Il focus sui tuoi obiettivi può diventare talmente predominante da limitare la tue capacità empatiche e relazionali, generando litigi anche con chi ti è profondamente caro che si sente messo da parte, mentre tu lo giudichi come incapace di sostenerti davvero;
  • Puoi arrivare a rinunciare alle tue passioni vedendole come una perdita di tempo invece che uno spazio di ricarica, perché tutto quello che fai si trasforma in performance: ti alleni più che puoi, mangi in maniera rigida, smetti di goderti un bicchiere fuori, la casa deve essere sempre in ordine, se scegli di dedicare del tempo ad un hobby lo devi fare in maniera eccellente se no non si fa e basta.

Se ti riconosci in alcune di queste manifestazioni comportamentali, tra i tuoi archetipi interiori potresti avere Athena.


Athena: quando la ricerca di eccellenza diventa l’unico strumento di valutazione del sé.


Se c’è una cosa che mi fa sorridere quando parlo del mio percorso di Life Coaching Goddess, e dell’uso che faccio come Life&Travel Coach degli archetipi delle dee greche (se non sai cosa sono puoi scoprirlo in questo articolo in cui spiego come gli archetipi sono utili per la tua crescita personale), e che quando nomino Athena, tutti mi dicono: “Ah, la Dea della Guerra!”. Ma no, qui c’è un grande errore comune, perché la figlia di Zeus è in realtà Dea della Strategia, della Saggezza e delle Arti. E’ sì una dea guerriera, ma non impulsiva e irosa come il fratello Ares, ma dotata di visione, strategia e disciplina che le permettono di scegliere quando entrare in guerra e come farlo.
Athena è infatti simbolicamente: la stratega razionale, la maestra, la saggia.

Figlia di Zeus e di Metis, Dea dell’Intelligenza Strategica e prima moglie del re degli Dei, Athena nasce già adulta dalla testa del padre. Come accade ciò? In seguito ad una profezia che Zeus riceve e che gli dice che in grembo alla moglie c’è un figlio talmente potente da poterlo sovrastare, Zeus ingoia Metis e conseguentemente viene colpito da un forte mal di testa, tale da desiderare di farsi aprire la testa e così fa. Da quella ferita esce Athena, adulta, cosciente e armata.
Questo mito non racconta solo qualcosa di strano, racconta invece del tentativo di limitare il potere femminile, che può attivarsi attraverso l’accesso alla conoscenza, per evitare che sovrasti il maschile. Così, Athena passerà tutto il resto della sua vita a cercare di dimostrarsi all’altezza per essere approvata dal padre che aveva tentato di liberarsi di lei. Ti ricorda qualcosa?

Il modo in cui viene spesso raccontata Athena, come una rigida guida, distaccata dalle emozioni, dotata di una sua personale giustizia che mette in pratica senza chiedere permesso, capace di orientare eroi e non solo nei vari miti indicando sempre la scelta giusta da prendere, le danno esattamente la configurazione che prende la donna che ha questo archetipo attivo in sé: una dea alla ricerca di eccellenza nelle sue scelte e nelle sue azioni.

Così, noi la confondiamo spesso pensandola Dea della Guerra, e dimenticandoci che essa è anche Dea delle Arti. E nel suo percorso se ne scorda anche lei. Tant’è che non vive questa parte di sé con spontaneità, ma con tecnica. L’arte diviene un’abilità da portare avanti fino all’eccellenza. Togliendole però spesso quella capacità di ricaricare l’anima che è essenza pure dell’arte.

Foto di Leonhard_Niederwimmer da Pixabay

Come riscoprire il proprio valore al di fuori del lavoro


Il compito evolutivo destinato ad una donna che sta vivendo questo è tutt’altro che facile, perché non si tratta di scegliere, di rinunciare o di ridimensionarsi (come accade spesso alle donne che cercano di essere tutto, come accennavo qualche paragrafo fa), ma nell’integrare.

Integrare la sua Visione strategica per portarla al di là della professione e includere tutta se stessa, tutte le espressioni del sé nella sua vita. Non le mancano i poteri per farlo, anzi le sue caratteristiche che fino ad ora l’hanno portata avanti nel suo percorso di carriera, sono gli stessi strumenti che essa può utilizzare per trovare un nuovo punto di equilibrio che le permetta di espandersi totalmente, occupare posto come ha fatto Athena uscendo dalla testa del padre.

Integrare le sue capacità strategiche, con il suo senso di giustizia, con la sua ammirazione per il potere femminile, con la sua capacità di riconoscere, generare e godere della bellezza delle arti nel Mondo, è ciò che la può portare a smettere di pensare di valere solo se eccellerà nel lavoro. Perché potrà continuare a dare il massimo lì, senza rinunciare a tutte le altre parti di sé e imparando a rispettare le proprie energie, facendo spazio anche alla leggerezza.

Un percorso, questo, che va adattato da persona a persona, ricorrendo anche al sostegno degli altri archetipi presenti nella propria analisi energetica. Questo è quello che facciamo nel mio percorso di Life Coaching Goddess, per accompagnarti nel liberarti da ciò che ti limita e fa sentire insoddisfatta o sbagliata, per fare spazio ad una vita in cui riconoscerti davvero.


Se c’è una cosa in cui credo nel mio lavoro e nella mia vita, è che ci sia spazio per la nostra personale totalità, e con i miei percorsi di Life&Travel coaching cerco di permettere ad ogni donna di essere tutto quello che è. Come Athena: stratega, saggia, maestra delle arti.

Se avessi qualche domanda su questo archetipo e sulle sue manifestazioni, scrivimi nei commenti.
Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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