Lavorare con la Dea Artemide: cosa succede quando l’indipendenza diventa un limite.

Negli anni ho fatto dell’indipendenza il mio principale valore ed è ancora così, ma quello che è cambiato dentro di me è stato imparare a rendermi conto di quando questo principio è davvero potenziante e di quando invece diventa un limite. Perché se l’indipendenza significa letteralmente non dipendere da nessuno, significa anche a volte ritrovarsi da sole e non saper chiedere aiuto per principio e per incapacità.

Prima di proseguire è importante, dato che spesso si confondono alcuni termini, fare una distinzione tra due parole: libertà e indipendenza. La libertà, appunto, è avere la possibilità di scegliere, di autodeterminarsi, di decidere come agire, quale direzione prendere, come esprimersi a livello di pensieri e di azioni. L’indipendenza riguarda la possibilità concreta di sostenere quella libertà, si tratta di non dipendere da nessuno a livello economico, emotivo o decisionale.

Il problema nasce quando la ricerca di indipendenza, a sostegno della nostra libertà, diventa non più un’idea da raggiungere, ma un principio fondante della nostra identità. Quando iniziamo non più a volercela cavare da sole, ma a pensare che dobbiamo sempre farcela autonomamente. Quando iniziamo a confondere l’aiuto che gli altri possono darci con una debolezza, e non ci rendiamo conto che ci stiamo caricando di pesi, confini, giudizi e regole per essere indipendenti, che in realtà ci stanno privando della libertà.

In questo articolo ti voglio raccontare cosa succede quando l’indipendenza diventa un limite, quale archetipo delle dee greche potrebbe essere attivo in te in questo caso, cioè Artemide, e come iniziare a cambiare la situazione.

Chi sono io per accompagnarti in questo? Io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a crescere insieme?


Cosa succede quando l’indipendenza si trasforma in un limite


Voglio essere sincera con te, perché questa storia io la conosco bene, l’ho vissuta sulla mia pelle e so cosa significa pensare di star portando avanti un principio giusto e sano, come appunto rendersi indipendenti economicamente, emotivamente e a livello decisionale, per poi rendersi conto di sentirsi sole e bloccate nella propria evoluzione. E’ qualcosa che ti fa innervosire, che ti fa chiedere perché se stai facendo tutto per bene ti devi ritrovare qui, ed è qualcosa che a livello energetico ti può anche mettere davanti a sfide davvero profonde ed impreviste. Ma abbi fede, come continuo ad averla io, nello scoprire come evolverai ogni volta che saprai affrontare questo percorso.

Sono e continuo ad essere una grande sostenitrice dell’indipendenza, e in particolar modo di quella femminile, tant’è che con il mio lavoro accompagno spesso le mie clienti in percorsi di questo genere: nel rendersi economicamente indipendenti, nel costruire relazioni amorose e familiari sane in cui non dipendere dagli altri, ma far comunque spazio all’amore, nell’imparare a gestire le proprie finanze, nel prendere decisioni profondamente allineate a chi sono e non alle aspettative altrui. Potremmo dire che il mio lavoro si basa proprio su questo.

Però, quello che cerco anche di fare, perché l’ho fatto e continuo a farlo anch’io, è evitare che l’indipendenza diventi per una donna tutta la sua identità, l’unico modo di dare valore a se stessa, l’unica strada possibile, perché quando accade questo, le conseguenze sono intense:

  • Si tende a pensare che bisogna per forza farcela da sole, quindi ci si ritrova a gestire situazioni molto stressanti senza avere riferimenti per consigli e supporto, e la mente e l’anima ne risentono, e ci si ritrova anche a voler fare completamente da sole a livello fisico, anche in situazioni potenzialmente pericolose o comunque particolarmente affaticanti, e il corpo è quello che ne paga le conseguenze;
  • Ci si ritrova a far fatica a creare relazioni d’amore sane, perché non si riesce mai a lasciarsi andare e amare davvero per paura di perdere se stesse nella coppia, e così ci si ritrova a scegliere spesso partner non adatti, tossici, di base disfunzionali per le nostre esigenze, irraggiungibili o non realmente disponibili, senza rendersene veramente conto. Anzi, spesso si pensa di essere sfortunate in amore senza vedere che siamo noi a scegliere consapevolmente, solo che ad un livello profondo;
  • Si inizia a pensare di dover sempre raggiungere ciò che ci si è prefissato, in particolare l’indipendenza, perché se non lo si fa si perde di valore, così si diventa rigide, a volte con una visione chiusa sulle proprie idee, si pensa di avere sempre ragione e si fa fatica a portare flessibilità nel proprio stile di vita e nelle proprie scelte (anche se non ci fanno stare bene).

Se ti riconosci in alcune di queste manifestazioni comportamentali, tra i tuoi archetipi interiori potresti avere Artemide.


Artemide: l’indipendenza come identità


Devo ammetterlo, sono di parte, Artemide non rientra solo tra i miei archetipi, come ho scoperto grazie al lavoro che ho fatto anch’io su me stessa ancora prima di proporlo alle mie clienti, grazie al percorso di Life Coaching Goddess, è anche una delle mie dee preferite, tant’è che uno dei primi percorsi di Life Coaching davvero potenti che ho creato e proposto, portava il suo nome.
E questo non è un caso, perché Artemide è simbolicamente: l’indipendente, la cacciatrice, la protettrice delle donne. Tutte questioni allineate con la mia Visione.

Ma conosciamola meglio: Artemide, Dea della Caccia, della Natura Selvaggia, della Luna Crescente. Protettrice delle donne e degli animali; è figlia di Zeus e sorella gemella di Apollo. Appena viene alla luce aiuta la madre a partorire il fratello, mostrando fin da subito la sua tendenza a proteggere il femminile e le trasformazioni femminili. Vivrà la sua vita circondata da ninfe, una vita che però sceglierà di passare nei boschi, nella natura, al limite della civiltà. Essa è infatti una Dea selvaggia e non addomesticabile.
Artemide è una Dea dotata di un grande potere, ciò che vuole lo raggiunge, tant’é che è un’abile e precisa cacciatrice, dotata di una mira infallibile con il tiro con l’arco. Interviene nel Mondo ogni volta che c’è un’ingiustizia per proteggere i più deboli e lo fa anche mettendo da parte se stessa. E’ una figura determinata, goal-oriented, resiliente, coraggiosa, sempre pronta ad offrire protezione, sostegno nella crescita delle altre donne, e a punire chi osa superare i confini che lei pone.

Potremmo fermarci qui, a tutte queste qualità incredibili di questa Dea, ma è giusto riconoscere anche l’altra faccia della medaglia: i limiti dell’indipendenza. Artemide sceglie di fare il voto di verginità, e chiede al padre di non farla sposare mai, per poter conservare per sempre la sua indipendenza. E questo funziona, lei è felice con le sue ninfe nei boschi, fino a che non incontra Orione. Un grande cacciatore, anche se non al livello della Dea, con cui si crea un legame profondo, che nessuno dei due avrà mai il coraggio di chiamare amore. Se non che, e su questo ci sono diverse versioni, tra le quali che fu proprio il fratello Apollo ad ingannarla per paura che la sorella potesse infrangere il suo voto di verginità e perdere di vista il suo ruolo come dea indipendente, Artemide si ritrova ingaggiata in una sfida per dimostrare la sua capacità di precisione, qualcosa a cui non sa resistere, così scocca la sua freccia e colpisce. Colpisce senza saperlo proprio Orione, uccidendolo.

Sarà proprio la sua indipendenza, parte di sé così profonda, e la sua necessità di dimostrare il suo valore a toglierle qualcosa di nuovo, imprevisto, ma meraviglioso: un legame.
Così, quando Artemide scopre cos’ha fatto, trasforma il suo compagno di caccia in una costellazione: Orione. Qualcosa da osservare per sempre per tenere memoria delle proprie scelte e del limite dei nostri poteri.

Foto di robert1029 da Pixabay

Come equilibrare l’indipendenza


Una donna che ha dentro di sé Artemide e che ha fatto della sua indipendenza la sua identità, ha bisogno di fare un viaggio (un altro valore legato fortemente all’archetipo della Dea Artemide) dentro di sé per fare spazio ai suoi reali desideri, al di là di quelle che sono le sue convinzioni limitanti, e fuori di sé per comprendere che per la reale indipendenza proviene da legami e ambienti che possono sostenerla senza invaderla.

Si tratta di un compito evolutivo che prevede introspezione ed esplorazione.
Per comprendere le proprie necessità di rallentare, di avere cura di sé, di flessibilità nei comportamenti quanto nei pensieri. Per imparare a chiedere aiuto rispettando i propri confini e i propri principi, smettendo di vederla come una debolezza, e imparando a riconoscerne il valore come risorsa di crescita.
Vuol dire imparare a fare spazio a relazioni più profonde, imparando che la soluzione per mantenere la propria identità e indipendenza, non è l’isolamento, ma l’equilibrio. Non si tratta mai di tradire se stessa, ma di imparare piuttosto ad accompagnare anche se stessa, come fa con tutte le altre donne, nelle sue transizioni evolutive.

A seconda di in che campo per questa donna che deve lavorare con la Dea Artemide si stia manifestando il suo blocco: economico, fisico, emotivo, decisionale, relazionale, concreto, sarà necessario imparare ad allargare i propri confini senza perderli, permettendo di aprirsi quando serve e accogliendo contaminazioni positive che possono sostenere ed espandere i suoi obiettivi. Questo è quello che facciamo nel mio percorso di Life Coaching Goddess.


I nostri blocchi energetici non sono mai strade chiuse, non si attivano mai per toglierci qualcosa, ma piuttosto per portarci a imparare a conoscere, gestire ed usare il nostro Potere Personale in maniera equilibrata.

Artemide non deve rinunciare alla sua indipendenza, deve solo imparare che può continuare a cacciare insieme a Orione, senza paura di perdere se stessa, i suoi obiettivi, la sua forza.

Se hai qualche domanda su questo archetipo o su come creare il giusto equilibrio dentro di te: scrivimi nei commenti.
Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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