Lavorare con la Dea Afrodite: cosa succede quando hai troppa energia femminile dentro di te.
Una delle tendenze spirituali più in voga negli ultimi anni è dire che per stare meglio, per generare benessere ed abbondanza, noi donne abbiamo bisogno di fare pace con la nostra energia femminile. Accoglierla, riconoscerla, viverla totalmente. Ma si dimenticano di raccontarti anche il rovescio della medaglia, cioè cosa succede quando di energia femminile ne hai troppa.
Lasciami fare alcune premesse necessarie a conoscere meglio l’argomento:
- E’ vero, uomini e donne hanno due energie differenti. Mentre, come ho raccontato approfonditamente in questo articolo sull’energia dentro la donna, l’energia femminile è più legata al sentire, quella maschile è sintonizzata sul fare;
- E sì, è vero anche che spesso, dato che cresciamo e viviamo in un Mondo costruito dagli uomini per gli uomini, ci ritroviamo a perdere connessione con il nostro femminile ed è importante guarire questa frattura;
ma è anche necessario e importante ricordarci che dentro ogni persona convivono sia energie maschili che femminili in un equilibrio, non uguale tipo 50 e 50, ma che dovrebbe essere armonico e che quando funziona bene permette ad ognuno di esprimere la sua unicità e il suo Potere Personale, ma che invece, quando non è equilibrato, può generare blocchi energetici e altro ancora.
Quando, quindi, dentro una persona l’energia femminile va totalmente o quasi a sovrastare l’energia maschile, non ci ritroviamo a generare per noi stesse benessere, ma limiti.
In questo articolo ti voglio raccontare meglio cosa succede quando l’energia femminile dentro di te è troppa, uno degli archetipi che potrebbe generare questa situazione, cioè Afrodite, e come puoi iniziare ad agire per cambiare la situazione.
Chi sono io per accompagnarti in questo? Io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.
Pronta a crescere insieme?

Cosa succede quando hai troppa energia femminile dentro di te
Le energie femminili, come abbiamo anticipato, sono legate al principio del sentire. Rappresentano aspetti ricettivi, intuitivi, emotivi e creativi.
E come tutte le energie si manifestano in aspetti light e aspetti dark, da non vedere come contrapposizioni tra il bene e il male, ma come sfaccettature differenti.
Le energie femminili light sono fortemente legate alla disponibilità femminile verso agli altri, alle capacità di ascolto profondo ed empatico. Mentre quelle dark sono profondamente legate alle capacità trasformative, alla sensualità, all’intensità delle emozioni.
Diventa sempre più chiaro, mentre conosciamo meglio queste energie, quanto possa diventare pericoloso lasciare che diventino tutto quello che esiste in noi, senza nessuna energia maschile che ci aiuti a riequilibrare la situazione o senza un lavoro preciso che ci permetta di non perdere il controllo.
Infatti, quando c’è troppa energia femminile diventiamo un canale ricettivo costante che si riempie subito di tutto ciò che arriva dall’esterno, che si sente in obbligo di accoglierlo ed occuparsene, che si sente costantemente in difetto nel farlo e che inizia a pensare che l’unico modo per dimostrare il suo valore sia essere scelta, accolta, amata, approvata dagli altri. E per arrivare qui, perde il controllo, e si ritrova a modificarsi costantemente per piacere agli altri, a pensare che l’unico mezzo che ha a disposizione sia la sua sensualità. Così, più le emozioni diventano intense, più la donna che sta vivendo tutto questo cerca di separarsene creando barriere e confini rigidi, imparando a dare spazio agli altri, ma non a se stessa.
Troppa energia femminile ci rende bombe ad orologeria disconnesse da noi stesse. E non so te, ma io non vorrei trovarmi nei paraggi quando esploderà.
Ti ritrovi in questa descrizione della donna con troppa energia femminile dentro di sé? Allora, tra i tuoi archetipi interiori potresti avere Afrodite.
Afrodite: il pericolo del femminile che sovrasta
Amo molto l’archetipo di Afrodite, nel modo in cui gli ho permesso di ristrutturarsi quando ho lavorato sugli archetipi delle dee greche per creare il mio percorso di Life Coaching Goddess, perché le ho dato modo di smettere di essere solo la Dea dell’Amore, per diventare anche forte potenza alchemica.
Di questo processo, del mio lavoro, ne ho raccontato meglio in questo articolo in cui ti spiego cosa sono gli archetipi.
Afrodite, come ho iniziato ad accennare, non è solo la Dea dell’Amore, ma anche Dea della Bellezza (che va riconosciuta nella vita e in ogni cosa), della Sensualità e della Creatività. A livello simbolico essa è l’archetipo dell’amante, della creativa e dell’alchimista.
E’ una dea complessa, i cui miti la descrivono come capricciosa e frivola, sensuale e sempre alla ricerca di emozioni intense, competitiva e costantemente desiderosa di conferme sulla sua bellezza e sul suo valore. Ma se andiamo oltre, quello che troviamo nei miti che ci raccontano la storia di questa Dea, troviamo molto di più.
Nata dalla spuma del mare, da una genesi di dolore, caos e separazione, essa non ha una madre, ma agisce fin dal suo inizio con potenza alchemica, trasformando qualcosa di fluido, vivo e profondo come l’acqua marina, nel suo potere, nella sua figura, nella sua possibilità di vita.
Il forse legame con l’acqua la rende profondamente connessa alle emozioni, al piacere e alla creatività.
Afrodite è, insomma, una dea impetuosa, potente, poliedrica.
Ma che per funzionare bene, ha bisogno di conoscere i suoi poteri e imparare a direzionarli, senza lasciarsene travolgere. Il rischio, infatti, quando si lascia trascinare dalla corrente del suo mare interiore, dal suo sentire, è che perda di vista chi è e si ritrovi a:
- cercare conferme del suo valore solo all’esterno;
- pensare di poter usare come unico potere la sensualità;
- buttarsi a capofitto nelle situazioni, senza però riuscire a mantenersi connessa a se stessa e a quello che fa bene a lei.
Come riportare equilibrio se c’è troppa energia femminile dentro di te
Afrodite, su ordine di Zeus, si ritrova a sposare Efesto e a ritrovarsi in un matrimonio che spesso i miti raccontano come infelice. Ma anche qui, se superiamo la visione classica del mito e facciamo spazio ad una visione evolutiva, scopriamo che Efesto è quell’energia maschile necessaria di cui Afrodite ha bisogno per ritrovare il controllo. Dio del fuoco, dio del fuoco, delle fucine, dell’ingegneria, della scultura e della metallurgia, spesso chiamato il Dio Fabbro, aveva un’indole creativa in sé forte quasi quanto quella della consorte, ma controllata, invece che travolgente. Gli archetipi di queste due figure mitologiche, ci raccontano chiaramente come il mito stesse cercando di donare all’uno e all’altra le parti mancanti: consapevolezza e direzione in Afrodite, autenticità e spontaneità in Efesto.
E questo racconto, ci spiega chiaramente il percorso che una donna che dentro di sé ha troppa energia femminile deve fare:
- innanzitutto, deve tornare ad essere consapevole del suo valore e del suo Potere Personale, costruendo un percorso di amore per se stessa che le renda possibile auto-riconoscersi, per rispettare se stessa e imparare a tracciare confini sani nelle relazioni (che siano amorose o meno);
- successivamente, deve imparare a direzionare la sua forza emotiva, creatrice, trasformativa in maniera intenzionale, non più lasciandosi travolgere da essa, ma utilizzandola per trovare soddisfazione per sé e anche per accompagnare gli altri nel modo giusto, senza scordarsi di sé.
Si tratta di un compito evolutivo non semplice, ma necessario.
Qualcosa che, se scopriamo attraverso il percorso di Life Coaching Goddess, che tra i tuoi archetipi c’è Afrodite e che essa ha perso il controllo, possiamo fare insieme.
Un percorso, questo, che ti permette sempre di curare il femminile, questa volta non solo conoscendolo, ma imparando ad usarlo efficacemente.
Conoscere la nostra energia femminile è necessario per tornare a stare bene, e su questo concordo con tutto il pensiero spirituale che, finalmente, si sta diffondendo nel Mondo. Ma la conoscenza, senza intenzione, è un rischio, mentre la conoscenza intenzionale è un potere.
Scegliere che strada percorrere sta a te.
Io, intanto, resto a tua disposizione se avessi dubbi o domande su quello di cui abbiamo parlato oggi. Puoi scrivermi nei commenti e sappi che: ti leggo e rispondo sempre.

