Lavorare con la Dea Hera: cosa succede quando la ricerca della perfezione mette da parte la felicità.
Quando si lavora con gli archetipi delle dee greche in una prospettiva che unisce magia e concretezza, come io faccio nel mio lavoro, il rischio è quello di credere che si tratti solo di comprendere dove ci sia uno squilibrio a livello di energie maschili e di energie femminili, ma la verità è che a volte questo squilibrio non c’è.
Ci sono situazioni in cui dentro di noi c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno: energie femminili che ci permettono di essere presenti, di saper guidare gli altri con chiarezza sulla Visione, di creare legami duraturi ed energie maschili che danno il potere necessario per gestire tutto con determinazione e forza di volontà, precisione e capacità di cogliere tutte le opportunità possibile, creando anche alleanze fruttuose.
In questi casi, il punto che può metterci davvero in crisi non è a livello energetico, ma a livello delle scelte concrete che prendiamo quotidianamente, scegliendo dove mettere il nostro focus e scegliendo come investire le nostre energie mentali e fisiche, più che spirituali. Arrivando, quando abbiamo tutto il Potere che ci serve, a richiedere a noi stesse una perfezione che in realtà non può esistere, e che porta conseguentemente a rinunciare a qualcosa, e quel qualcosa spesso è la nostra felicità.
In questo articolo ti voglio raccontare meglio cosa succede quando la ricerca di perfezione porta a mettere da parte la propria felicità, uno degli archetipi che potrebbe generare questa situazione, cioè Hera, e come puoi iniziare ad agire per cambiare la situazione se ti riconosci in questa narrazione.
Chi sono io per accompagnarti in questo? Io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.
Pronta a crescere insieme?

Cosa succede quando la ricerca della perfezione mette da parte la felicità.
Ci sono donne che non si accontentano: vogliono un matrimonio perfetto, un aspetto perfetto, una casa perfetta, una famiglia perfetta, un lavoro perfetto; e se questo è il loro obiettivo, raggiungere quello status, sono capaci di prendere le decisioni giuste con la giusta prospettiva fin da giovanissime e poi sanno agire con determinazione, costanza, precisione e sicurezza per mantenere tutto questo. Potremmo dir loro chapeau e restare ad ammirarle, a volte magari invidiarle anche un po’.
Ma la verità, una verità scomoda che molte delle mie clienti devono affrontare quando iniziamo a lavorare insieme nei percorsi di coaching, è che la perfezione non esiste e dove ci sembra esserci è perché un prezzo è stato pagato.
La perfezione non esiste. Lo so che anche tu che stai leggendo, se è la prima volta che senti davvero questa affermazione detta non tanto per dire, ma per essere presa in considerazione, storcerai il naso, ma ancora di più, sono certa, che se tu sei una di quelle donne che la perfezione in qualcosa l’hanno sempre ricercata, quello che proverai ora è più terrore che fastidio. E non ti sto dicendo tutto questo per darti fastidio, ma perché ci sono stati momenti della mia vita in cui anch’io l’ho cercata e poi, sul momento in cui avevo quasi afferrato quella che credevo essere la perfezione, mi sono resa conto che spesso richiedeva un costo che non ero disposta a pagare: la mia felicità.
Facciamo degli esempi e se uno di questi risuonerà dentro di te, ti chiedo di non segnartelo e di non avere timore di continuare a leggere, perché magari quel tuo sentire potrebbe essere il nostro punto di partenza nel percorso di Life Coaching Goddess.
Un corpo perfetto, ma non poterti mai godere una serata in cui mangiarti una pizza con patatine fritte senza sensi di colpa (e poi magari trovarti sveglia a mezzanotte di un giorno infrasettimanale qualsiasi a farti fuori un vasetto intero di Nutella).
Un matrimonio perfetto, uno di quelli in cui l’amica ti dice che sei davvero fortunata ad aver trovato un uomo che ti regala i fiori ogni settimana, e tu li metti sul tavolo in salotto gli fai una foto da condividere su Instagram, e cerchi di ignorare la notifica di una certa Lara che continui a vedere sul cellulare di tuo marito.
Una casa perfetta, in cui però non hai mai il tempo di sederti sul divano a riposare, in cui non ti permetti mai di lasciare un indumento sporco sul pavimento, perché cosa direbbe tua madre se passasse a trovarti e lo vedesse?
Una famiglia perfetta che per essere tale prevede dei figli, magari due, ma poi a volte li guardi e ti chiedi se te la sei mai posta la domanda se tu quella maternità la volessi o no, e a volte piangi e ti senti ingrata e piangi ancora un po’ di più.
Un lavoro perfetto, per il quale hai studiato dando il massimo, mentre le amiche uscivano a divertirsi, e che oggi svolgi con efficienza, ma senza reale soddisfazione.
Se leggendo tutto questo non provi nulla, ti sembra che siano esagerazioni, puoi anche scorrere fino in fondo e scoprire altri articoli, ma se qualcosa è risuonato in te, anche solo una piccola scintilla che ti ha fatto stringere lo stomaco, allora tra i tuoi archetipi delle dee greche potresti avere Hera.
Hera: quando il proprio Potere è incanalato nella direzione sbagliata.
Hera, la moglie gelosa di Zeus, ecco come viene spesso descritta questa Dea quando si parla di lei. Eppure, come moglie del Re degli Dei, ci scordiamo spesso che essa è la Regina dell’Olimpo e non potrebbe essere altrimenti per una Dea originaria. Essa infatti è figlia dei Titani Crono e Rea, e come tale, insieme ai fratelli Ade, Hestia, Demetra, Poseidone, fu divorata dal padre Crono che temeva, in seguito ad una profezia, che i suoi stessi figli lo avrebbero detronizzato (come lui stesse fece con il padre Urano). L’ultimo dei fratelli però, Zeus, viene salvato dalla madre e una volta cresciuto riuscirà a liberare tutti gli altri e a uccidere Crono. Nasceranno così gli dei olimpici originari.
Hera, è quindi una Dea con un potere unico, proprio perché insieme ai fratelli fonderà un nuovo ordine cosmico, quello che noi conosciamo e studiamo principalmente quando parliamo di miti greci, ed essa non rappresenta solo aspetti particolarmente umani, ma anche la sovranità legittima, per questo è Dea del Matrimonio e della Fedeltà coniugale (ma non solo), Regina dell’Olimpo e protettrice delle partorienti.
Hera è qui per governare, per proteggere i legami, per creare alleanze. E nel fare questo, fa di tutto per essere perfetta nel suo ruolo.
Ma ha un punto debole: suo marito. Zeus (non contare il fatto che fosse anche suo fratello, perché nei miti greci l’incesto non è mal visto), è da sempre e per sempre un donnaiolo, che colleziona relazioni, figli fuori dal matrimonio, scappatelle. Tant’è che all’inizio, Hera, consapevole delle sue tendenze, lo rifiuta. Zeus però, grazie ad un inganno, la seduce, convinto di approfittarne e poter poi continuare indisturbato la sua vita, peccato che Hera non ci stia. Come archetipo della moglie, essa pretende che si uniscano in matrimonio e questo le da accesso anche al suo altro ruolo predestinato, quello di regina.
Questa Dea ha in sé una forza incredibile, che le permettono di pretendere e ottenere riconoscimento, che le donano la forza necessaria per onorare e rispettare le scelte che prende, che le forniscono una perseveranza unica che la conduce senza remore sui percorsi che lei sente essere giusti, che le regalano presenza, postura, eleganza. Solo che nel fare tutto questo vuole avere il controllo, vuole essere sempre riconosciuta come la più potente, brava, bella, vuole risultare perfetta.
Una perfezione che il marito, con le sue continue scappatelle, distrugge. E questo attiva in Hera le sue ombre: possessione, gelosia, rabbia, risentimento. Così si ritrova in una spirale continua di ricerca di tenere tutto insieme, perché pensa di poter essere regina solo se continuerà ad essere anche moglie, in cui vuole controllare Zeus, ma non ci riesce, e allora accetta la sua infelicità pur di mantenere la facciata.
Quello di cui Hera si scorda è che il suo potere come regina, guida, alleata non sono cose che derivano da Zeus, ma da se stessa. Non è l’immagine di sé a darle onore e riconoscimento, ma la sua vera essenza, che essa può incanalare non più per cercare una perfezione fittizia, ma per creare ordine dove prima c’era il caos.

Come abbandonare la perfezione per fare spazio alla felicità
Il compito evolutivo di Hera, e di conseguenza di chi ha Hera tra i suoi archetipi, spesso è proprio questo: imparare ad essere una Regina senza Re. Non per dover stare sempre da sola, sarebbe energeticamente impossibile per lei che è Dea del Matrimonio e dei Legami, ma per poter prima imparare a fare spazio al suo Potere Personale usandolo per seguire la sua soddisfazione e l’espressione di sé al di fuori di una relazione, imparando anche che questo percorso può prevedere imperfezioni e fallimenti, per poi poter trovare un compagno all’altezza, capace di governare insieme a lei.
Un compagno che non le dia solo l’illusione di una vita perfetta e che non alimenti la sua trappola interiore chiedendole di essere altrettanto perfetta, ma che sappia rispettarla, esserle altrettanto fedele, che sia un reale alleato per costruire una visione comune.
Prima di arrivare lì, una donna che ha in sé questo archetipo, ha bisogno di fare un profondo lavoro interiore sulle proprie convinzioni limitanti, perché spesso questa ricerca a fare tutto bene e ad essere sempre all’altezza, al mantenimento dell’immagine e dello status, sono questioni che non nascono in sé, ma che sono ereditate dalle esperienze fatte in questa vita o dalle esistenze dei propri antenati e si manifestano come blocchi energetici ora, proprio per essere scardinati.
Un percorso, questo, delicato e profondo, ma rivoluzionario, che si fa rispettando l’unicità di ogni persona all’interno del percorso di Life Coaching Goddess, per smettere di mettere da parte la propria felicità per rispettare aspettative altrui.
A volte il problema non è se in te ci sia la giusta quota di energia femminile o di energia maschile, ma come scegli di usare il tuo Potere. Esso non ti manca mai, ma puoi utilizzarlo per soddisfare gli altri o per creare per te stessa Felicità su Misura. Tu cosa scegli?
Se hai qualche altra domanda su Hera e su come lavora questo archetipo, scrivimi nei commenti.
Ti leggo e rispondo sempre.
