La pratica di crescita personale che ti consiglierei: il journaling.

Esistono tantissime pratiche e strumenti di crescita personale. Alcune sono più concrete: come le tecniche di gestione del tempo, le app per migliorare le proprie abitudini, i libri di self-help, i podcast formativi e ispirazionali, diverse tecniche di gestione degli obiettivi come la tecnica SMART o la matrice delle priorità. Altre sono più spirituali o immateriali, eppure altrettanto efficaci: il diario della gratitudine, le visualizzazioni guidate, la meditazione, l’EFT, i Tarocchi (che come ti ho raccontato in un altro articolo non servono a leggere il futuro, ma a fare chiarezza nei momenti di crisi).

Ma se dovessi consigliarti un solo, unico, strumento e una sola pratica in cui credo senza indugi, perché ne ho riconosciuto i benefici in tutta la mia vita, tant’é che lo faccio fin da quando andavo alle scuole elementari, io ti direi di fare journaling.

E in questo articolo ti voglio spiegare come funziona il journaling, perché è uno strumento di crescita personale valido e come si manifesta la potenza dello scrivere un journal.

Prima di iniziare lascia che mi presenti: io sono Lisa, sono una Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a crescere insieme?


Come funziona il journaling.


Per fare journaling hai bisogno solo di due cose: un quadernino e una penna.
E’ molto importante che utilizzi strumenti cartacei e non digitali, perché questo rende più scorrevole il flusso di coscienza che si attiva con la scrittura.
E’ giusto che ti dica che c’è chi sceglie di integrare il proprio journal con immagini, penne colorate, disegni, adesivi, bigliettini vari raccolti nella quotidianità e così via. Si tratta di una scelta personale, che dipende anche dall’espressività di ognuno. Scegli tu cosa senti che funziona per te, se vuoi integrare questa pratica nella tua vita, però fidati di me se ti dico di andare per gradi: parti dalla semplicità della sola scrittura e poi con il tempo in caso integra con colori e rappresentazione grafiche. Così sarai certa di aver imparato davvero come usare questo strumento.

Ti aggiungo qui una piccola nota, che è importante: io dico che il journaling è uno strumento, ma anche una pratica. Per me è entrambe perché è una pratica in quanto si manifesta come un’azione concreta, intenzionale e ripetuta nel tempo; ma è anche uno strumento perché tramite il suo utilizzo si attiva un processo trasformativo.

Il journaling non richiede nessuna capacità o talento particolare a parte saper scrivere. E puoi farlo pure scrivendo male, usando una calligrafia brutta che a mala pena riesci a leggere tu, cancellando, scrivendo storta, facendo errori, riscrivendo sopra a qualcosa che avevi già appuntato. Perché il suo scopo non è produrre qualcosa di spendibile con gli altri, ma creare un tuo spazio d’espressione.

Il journaling si basa sul lasciare fluire i pensieri e osservarli in maniera naturale. Non è raccontare come in un diario cosa accade, ma lasciar uscire, seguendo il tuo flusso interiore, cioè che senti di aver bisogno di rielaborare.

In alcuni casi si può fare a partire da dei prompt, liste di domande potenti (come quelle che si fanno nel coaching) o input di inizi di pensieri (es. Quando sono con la mia famiglia mi sento…). Ma nella maggior parte dei casi, e per chi si è già allenato a lasciar fluire senza creare blocchi quello che sente, scrivere liberamente ogni mattina (sarebbe il momento migliore) od ogni sera per 5/10 minuti, è l’utilizzo perfetto del journaling.


Perché il journaling è uno strumento di crescita personale valido.


Come ti dicevo all’inizio, tengo il mio journaling fin da quando andavo alle scuole elementari. All’inizio lo avevo impostato come un diario, perché così mi avevano insegnato a scuola, ma pian piano ho trovato la mia dimensione, smettendo di raccontare pari pari cos’era successo e immergendomi di più in quello che sentivo, nei pensieri che avevo in testa, nelle emozioni che provavo, nelle energie che risuonavano o meno con me, nelle azioni che sceglievo di mettere in campo oppure no, nel vissuto non raccontato in modo didascalico, ma simbolicamente come viaggio dentro di me e nel mio percorso di crescita. All’inizio scrivevo quasi tutti i giorni, poi per un po’ di anni è diventata una pratica saltuaria, ma negli ultimi anni è ritornata ad essere qualcosa che faccio ogni giorno: ogni mattina dopo colazione scrivo il mio journal.

Il journaling è uno strumento valido proprio perché si adatta ali nostri ritmi. Scegliamo noi quando e quanto scrivere.
E’ uno strumento valido perché è un “bagaglio leggero”, in qualsiasi valigia, zaino o borsa ci stanno una penna e un quadernino, e infatti è l’unica pratica di crescita personale che io porto sempre con me nei miei viaggi.

Il journaling è uno strumento di crescita personale valido perché non ha nessuna interferenza esterna. Per mettere in pratica il processo che esso attiva non necessitiamo di base di altre persone e o di indicazioni altrui perché abbia effetto. Sì, come detto in alcuni casi si possono usare i prompt che vengono creati da Coach come me ad esempio, ma quello che mettiamo a disposizione non sono le soluzioni, ma indicazioni per fare esperienza del potere evolutivo del journaling.

Il journaling è uno spazio senza giudizio. Come ti dicevo prima puoi scriverlo male, storto, fare errori, cancellare, riscrivere, renderlo illeggibile, perché tanto sarai solo te a leggerlo. Non è qualcosa che qualcun altro prenderà in carico per valutare cosa hai scritto e come lo hai scritto. Ma ancora, non dovrai rileggerlo nemmeno tu, a meno che non ne senti la voglia, perché manifesta il suo potere. Quindi è uno spazio libero dal giudizio, compreso il tuo giudizio su te stessa.


Come si manifesta il potere trasformativo del journaling.


Senza giudizio, con libertà di espressione, senza regole, basandosi più su quello che c’è dentro di noi rispetto a ciò che accade fuori, la potenza dello scrivere un journal è un processo che ha in sé tutte le carte in regola per attivare il nostro percorso di evoluzione.

Scrivendo, giorno dopo giorno, mettendoci in profondo ascolto di noi stesse e lasciando fluire solo ciò che chiede uno spazio per essere rielaborato, quello che succede è che inizieremo ad attivare un processo naturale di auto osservazione.
In questo modo, scrivendo il journaling quotidinamente o nel tempo, inizierai a notare i tuoi comportamenti, le tue scelte, i pensieri, i loop che ritornano e pian piano ti diventerà chiaro dove sei bloccata, dove vuoi andare, cosa dovresti cambiare.

Non si tratterà di rileggere, farti domande, metterti in discussione, ma di attivare quella parte sensibile di te che inizierà a vedere sempre di più cosa c’è al di là delle tue scuse, delle cose che vuoi ignorare, delle paure e delle convinzioni limitanti, del giudizio e delle aspettative altrui.

Pian piano, attraverso il journaling si creerà per te una mappa che ti guiderà nel diventare la migliore versione di te stessa e nel creare la vita che vuoi.

Ma attenzione, il journaling come abbiamo detto precedentemente è uno strumento di attivazione. Poi, per cambiare davvero le cose, ci vuole anche l’azione. Puoi iniziare a sentire la strada che si apre davanti a te nella giusta direzione, ma non percorrerla e restare ferma dove sei, oppure puoi iniziare a camminare, affrontare gli ostacoli, attraversare i ponti, scalare le montagne ed evolvere.

La scelta sta a te.


Se non ti senti ancora pronta ad affrontare un percorso così intenso, come il journaling libero, ho creato qualcosa che può iniziare ad accompagnarti nella tua crescita personale, allenandoti all’ascolto di te e all’uso del journaling guidato dalle domande giuste.

Sto parlando della Masterclass Labyrinth, che ti permetterà di scoprire in quale area della tua vita si trova il loop che ti sta bloccando dal raggiungere la felicità che desideri per te stessa.

Scopri la Masterclass nella pagina dedicata alla Hecate Empowerment Academy, lo spazio di crescita ed evoluzione per scoprire cos’altro c’è, oltre a ciò che pensi di conoscere di te stessa e della tua vita, in cui si uniscono magia e concretezza.


Insomma, mi capita spesso di consigliare il journaling alle donne che si affidano a me, perché per me è quella pratica che ogni mattina mi permette di iniziare la giornata sentendomi più presente, sentendo che so in che direzione andare e permettendomi di decidere come comportarmi per creare la vita che desidero per me stessa.

E tu, sei pronta a iniziare a vivere lo stesso?
Se hai qualche domanda, anche sulla Masterclass Labyrinth, scrivimi un commento.
Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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