Come usare l’energia del viaggio per creare nuove abitudini.

C’è un processo naturale che si attiva quando partiamo per un viaggio e mettiamo piede nel luogo, nel Paese, nella struttura che ci accoglierà per quel tempo sospeso. Un tempo in cui ci viene chiesto di staccarci dalla realtà di tutti i giorni per ricaricare le energie, in diversi modi, a volte sonnecchiando in spiaggia e bevendo cocktail alla sera, altre attraversando la giungla zaino in spalla, ed altre ancora bevendo cappuccino d’asporto mentre esploriamo una nuova città. E non c’è un modo giusto, c’è però un’opportunità nascosta.

Quando viaggiamo, infatti, usciamo dalla quotidianità per andare altrove e nel farlo entriamo in relazione con le energie specifiche di un nuovo posto nel Mondo. Si tratta di geografia energetica: ogni luogo possiede una propria energia che può vibrare alla stessa frequenza o meno della nostra, e che può attivare alcune parti di noi in modi differenti. L’energia di quel luogo deriva da una questione naturale, ma anche dal vissuto degli uomini e delle donne che negli anni l’hanno abitata e tuttora la abitano. Quindi, quando siamo lì, in vacanza o in esplorazione, alla ricerca di noi stesse o semplicemente del relax, la nostra energia si trasforma e cambiamo alcuni ritmi, alcuni comportamenti, alcuni pensieri.

Possiamo goderceli in quel luogo e basta, come fanno ad esempio tutti quelli che dicono: a casa mangio un biscotto e bevo il caffè in piedi al mattino, e in viaggio svaligio il buffet e mangio un pasto completo. O possiamo invece iniziare ad usare l’energia del viaggio per creare nuove abitudini, e di conseguenza evolvere come persone e far evolvere la nostra vita.
Ed in questo articolo ti voglio raccontare come mettere in atto questa seconda strada.

Chi sono io per accompagnarti a farlo? Io sono Lisa, Life&Travel Coach che accompagna le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a crescere insieme?


Cosa in viaggio ti viene naturale?


Immaginiamo il viaggio sempre come un altrove, come uno spazio in cui essere altro, come qualcosa che ci parla di straordinario, eppure qui c’è un inganno. Quando siamo in ferie lontano da casa, ancor più se siamo soli, ma non per forza, ci sono parti di noi che si attivano perché rispondono a nuove energie, ma anche parti di noi che si attivano perché ci sentiamo finalmente libere.

In viaggio non siamo la nostra professione, in un altro posto del Mondo non dobbiamo fare i conti con le aspettative intorno a noi, siano esse societarie o di chi ci vuole bene (a volte a modo suo), non abbiamo routine prestabilite da seguire, non chiediamo a noi stesse di soddisfare nessuna richiesta esterna, se non quelle di convivenza con i nostri compagni di viaggio. E quando questo accade, i desideri dentro di noi, la Visione della vita allineata a noi, l’idea della migliore versione di noi, esce in maniera naturale, istintiva, e passa dai pensieri, dall’anima e dal corpo.

Prima ti facevo l’esempio della colazione. Tutti ci ridiamo, ma non è un caso. Una colazione più ricca, che comprenda dolce e salato, che non sia composta solo da zuccheri e caffeina, ma anche da proteine, che ci lasci sazi e ci dia modo di iniziare con la giusta carica, è una necessità reale del corpo umano. E quando smettiamo di correre e cercare di essere produttivi, riusciamo ad ascoltare quel corpo che abitiamo e dargli ciò che ci chiederebbe sempre, ma che solitamente ignoriamo.

E così, oltre a questo, ci sono tanti altri comportamenti, espressioni di noi stesse, modi di pensare che in durante il viaggio diventano naturali. Non sono straordinari, ma istintivi. Fanno già parte di noi, solo che noi non gli abbiamo mai dato spazio per esprimersi nella nostra quotidianità.

Ma adesso abbiamo l’occasione di farlo.
E possiamo farlo, osservandoci mentre siamo altrove nel Mondo e notando: cosa ci viene naturale in viaggio?

Fare lunghe camminate in spiaggia anche se a casa a malapena ci alziamo dal divano? Indossare un certo tipo di abbigliamento che a casa ci metterebbe a disagio? Non truccarci più con così tanto fondotinta? Alzarci presto? O invece andare a letto tardi e incredibilmente non sentire la stanchezza? Sentirci molto meno arrabbiate con il partner? Trovare perfino divertente prenderci qualche serata per giocare a Uno e non parlare di problemi da risolvere e soldi da guadagnare? Mandare una mail alle 2 di notte e sentirci lucide nel processare le informazioni? Telefonare volentieri a Nonna per fare due chiacchiere? E così via.

Si tratta di identificare cosa attiva dentro di noi, senza resistenze, l’energia del potere trasformativo del viaggio.


Come portare quell’abitudine a casa con noi.


Come sempre, oltre all’analisi e alla comprensione di noi stesse, c’è bisogno anche di azione.
Quindi dopo aver identificato quel comportamento, tendenza, pensiero, atteggiamento che in viaggio ci viene naturale, dobbiamo procedere in due fasi.

Innanzitutto allenarlo mentre stiamo viaggiando.
Se, ad esempio, quando arrivi lì senti che andare a camminare presto al mattino i primi giorni ti viene naturale e ti fa stare bene, cerca di non abbandonare quella nuova versione di te dopo qualche giornata, ma coltivala.
Se, facendo un altro esempio, vedi che prenderti del tempo dopo cena con tuo marito vi fa sentire più vicini, cerca di farlo ogni giorno, non iniziare a trovare scuse o a lasciare che le vecchie aspettative e i vecchi pensieri si riattivino.

E poi, prima di partire per tornare prova a farti una domanda: come potrei portare questa parte di me a casa e farne una nuova abitudine?

Al tuo ritorno avrai a disposizione un’occasione ed una soluzione, ora sta a te rendere concreto quel desiderio di miglioramento.
Sì, le energie del luogo saranno diverse, quindi ti chiederà magari più impegno e una certa dose di adattamento.

Lo so che allenarti davanti al mare è più bello, che non preoccuparti del trucco mentre sei su un’isola indonesiana è più facile, e che lasciar correre la tendenza al gossip della collega che ti fa venire il mal di stomaco è molto più semplice quando lei è a chilometri di distanza, ma esistono nuovi modi che puoi creare per vivere meglio. Così, puoi trovare un parco vicino a casa che magari ha uno specchio d’acqua e fare lì il tuo allenamento mattutino, puoi scegliere di non rinunciare al trucco ma mettere solo fondotinta e mascara e gloss, puoi silenziare la chat con la tua collega e cambiare orario per il caffè o, incredibilmente, iniziare a dirle che non ti interessa parlare male degli altri.
Perché quello che ovunque nel Mondo non cambia, ma può evolvere, sei tu.


Il viaggio, con la sua energia, ti mostra chi sei davvero, chi hai il potenziale di diventare, non qualcosa che non esiste, ma l’occasione di allineare davvero te stessa alla tua Visione. Sta a te però scegliere di portare a casa non l’ennesimo souvenirs, ma una nuova abitudine che ti faccia sentire bene con te stessa.

Se sei interessata a rendere questo processo di miglioramento ancora più efficace, ti invito a scoprire il mio percorso di Travel Coaching: Nomade – Rendi la tua vita il Viaggio.


E per qualsiasi domanda sul tema: scrivimi un commento.
Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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