Lavorare con la Dea Hestia: cosa succede quando il non agire diventa subire.

Sono una persona che non sa stare zitta davanti alle ingiustizie, che in generale ha quasi sempre qualcosa da dire, che esprime la sua opinione, che lascia spazio alle sue emozioni, che decide con sicurezza e che raramente ti dirà: facciamo come vuoi. Insomma, sono tutto il contrario di ciò di cui parleremo oggi, ma tra le mie clienti e le mie amiche, conoscono persone che invece definirei accondiscendenti.

Sono quelle persone pacate, tranquille, che si accontentano facilmente, che non hanno particolari pretese, che si nota essere davvero presenti a se stesse, che accolgono le proposte, che mettono sempre gentilezza nei loro gesti, che ascoltano con attenzione. Non posso che ammirarle per come sanno stare nel Mondo, ma che però mi fanno anche sorgere un dubbio: quand’è che la non azione è davvero pace interiore e quand’è che essa diventa, invece, un subire le scelte altrui?

L’energia femminile è fatta di un sentire profondo, in opposizione al fare dell’energia maschile, e se quando si manifesta nella sua parte dark, è un’energia che sente, ma che attiva, nella sua versione light tende ad accogliere, come spiegavo in questo articolo sulle energie dentro la donna. Ma accogliere tutto significa anche smettere di fare spazio a quello che c’è in noi e allora cosa ne resta di quella pace che era stata costruita attraverso l’introspezione?

In questo articolo ti voglio raccontare cosa succede quando nel tentativo di mantenere la propria pace ci si ritrova a subire le scelte degli altri, quale archetipo delle dee greche potrebbe essere attivo in te in questo caso, cioè Hestia, e come iniziare a cambiare la situazione.

Chi sono io per accompagnarti in questo? Io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a crescere insieme?


Cosa succede quando il non agire diventa subire.


Per noi donne, e in particolare per alcune di noi, ci sono frasi che ci vengono ripetuti come mantra fin da quando siamo piccole: non disturbare, sii umile, sii gentile, non interrompere, non contraddire, controllati, fidati di chi ne sa di più. Ripetizioni costanti di regole date per essere una brava bambina, una brava ragazza, una brava donna, una brava moglie, una brava mamma. Istruzioni chiare che lasciano poco spazio all’espressione di sé. E se ci sono alcune donne che hanno ascoltato, appreso ciò che serviva e lasciato andare il resto, ce ne sono altre che hanno costruito i loro comportamenti proprio a partire da queste linee guida, e si sono ritrovate molto più spesso a stare in silenzio ed ascoltare, rispetto al dire la propria opinione.

Un vantaggio è nato da tutto questo: la possibilità di imparare ad ascoltare gli altri quanto se stesse. Spazio introspettivo naturale, che ha condotto a conoscersi, a sviluppare capacità intuitive, ad osservare con attenzione i comportamenti e le esigenze altrui, ad accogliere e ad imparare a costruire e trasmettere armonia in maniera naturale. Quelle donne che possiedono tutto questo sono spesso descritte come il perno della famiglia, le bambine modello, le colleghe sempre disponibili, le amiche fidate.

L’inganno in tutto questo è che, spesso, queste donne che conoscono così bene se stesse e gli altri, memori di quelle regole societarie che gli sono state trasmesse, scelgono di tenere ben custoditi i loro desideri, per assicurarsi di non limitare i desideri altrui o non interferire con essi. Per tenersi fuori da conflitti, drammi, passioni, scelgono di fare sempre un passo indietro, di prendersi cura della loro casa, in senso reale, ma soprattutto figurato, cioè di quelle poche cose che le fanno sentire al sicuro e tranquille, stabili, e scelgono di non seguire nulla che possa far perdere loro quella centratura così salda, sicura, semplice, non discutibile.

La conseguenza di ciò è che, nel tentativo di mantenere la loro pace, si ritrovano sia a rinunciare alle loro reali volontà, sia a subire gli effetti delle decisioni prese dagli altri. Così, escono a cena con gli amici, che hanno scelto quel ristorante dove fanno anche musica, e anche se loro non sopportano il rumore e non amano nemmeno il cibo che fanno lì, mangiano, ascoltano le conversazioni, danno pure un passaggio all’amica che abita dall’atra parte della città e una volta a casa avranno bisogno di due giorni da sole per recuperare davvero le energie.

Se ascoltandomi raccontare tutto questo, rivedi te stessa, potresti avere Hestia tra i tuoi archetipi.


Hestia: la non-storia di questa Dea.


Quando parlo del mio percorso di Life Coaching Goddess, e inizio a dire che lavoro con le principali dee greche, chi mi sta di fronte a volte prova a nominarle, e mai, dico mai, nessuno ha nominato lei, Hestia. Eppure la Dea del Focolare, della Casa e della Spiritualità, dovrebbe essere ovunque. A lei è, infatti, collegato il focolare che in ogni tempio dedicato agli dei doveva rimanere sempre accesa e anche il focolare domestico presente in ogni casa. Simbolo della presenza divina, della continuità, della casa, dell’armonia sociale, oltre che familiare.

Figlia dei Titani Crono e Rea, fa parte degli dei olimpici originari, e come tale dovrebbe far parte dei Dodici Olimpi che governano il Mondo e i diversi aspetti umani. Ma spesso, quando si cerca Hestia nei miti, si scopre che il suo ruolo è stato preso da Dioniso. Questo Dio che rappresenta estasi, movimento, culto pubblico, feste, si contrappone alla stabilità, al silenzio, alla casa che Hestia rappresenta, e così essa si trova fuori, fuori dal prendere decisione, dalla partecipazione alle battaglie, dai drammi amorosi e meno che caratterizzeranno la storia dei Dodici Olimpi. Hestia diventa pian piano quel centro invisibile che tiene insieme tutto il resto, ma restandone ai margini.

C’è un aspetto importante che si innesca in conseguenza a questa perdita di posizione, che in Hestia si attiva un’ombra che le impedisce di vedere davvero il suo Potere Personale. Essa, infatti, è sì come archetipo: la presente; ma essa è anche la mistica e la maga. Il suo potere è fortemente collegato alla spiritualità, essa ha una capacità intuitiva profondissima, sa portare quel pizzico di magia che calma, crea armonia, conforta proprio come un focolare o un camino acceso in una casa d’inverno. Essa non è solamente una statua immobile, che ha bisogno di starsene ai margini della società o chiusa in casa, ritirata dal Mondo, e obbligata a subire le conseguenze di quei Dodici Dei che hanno fatto del Mondo il loro personale parco giochi, ma è anche la custode di una magia profonda e concreta, quella che deriva dalla capacità di sentire se stessa e il Mondo intorno a lei.

Foto di OleksandrPidvalnyi da Pixabay

Come smettere di subire senza perdere la propria pace interiore.


Una donna che ha in sé l’archetipo di Hestia, in particolar modo chi lo ha come principale (nell’analisi archetipica in genere si estraggono tre dee: una principale e due accessorie), sarà impossibile, o quasi, perdere la propria pacatezza, la propria tranquillità, gentilezza, umiltà. Difficilmente diventerà rumorosa, esagerata, drammatica, insistente, e non ha nemmeno necessità di farlo. Scegliere di essere qualcuna che non è la allontanerebbe dalla pace interiore che essa può e deve costruire e custodire per se stessa.

Il compito evolutivo che le è affidato, quindi, non è una rivoluzione, ma un percorso di riconoscimento e apertura. Deve innanzitutto costruire fiducia nel suo Potere Personale, imparando a fidarsi delle sue intuizioni tanto quanto dei propri desideri, in un aspetto duale che la caratterizza: l’ascolto degli altri e l’ascolto di se stessa. Per poi imparare ad aprire le porte della sua casa interiore, che protegge con cura, per donare ciò che sente agli altri e guidarli come una fiamma nel buio, e per far uscire se stessa quel tanto che basta per permettersi di dire e ottenere ciò che desidera, per lasciarsi coinvolgere quel che basta a provare davvero alcune emozioni, come l’amore ad esempio, ma anche la rabbia quando serve.

Una donna che convive con Hestia non ha bisogno di essere altro, ha solo bisogno di imparare ad usare la sua voce. E farlo, rispettando i propri principi, ma rispettando anche il proprio Potere, è un lavoro che necessità di un equilibrio costruito su misura, esattamente come possiamo fare insieme nel mio percorso di Life Coaching Goddess.


Quasi mai il lavoro con gli archetipi ci chiede di essere qualcosa di diverso da quello che siamo, molto più spesso ci accompagna nel diventare la migliore versione di noi stesse. Hestia ne è un esempio lampante, proprio perché non ha bisogno di smettere di essere presente, ma deve anche fare spazio alla magia che c’è in lei e imparare ad usarla con intenzione ed equilibrio.

Se hai qualche altra domanda sulla Dea Hestia e sulla sua storia, mitologica o archetipica, scrivimi nei commenti.
Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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