L’effetto del viaggio sulla conoscenza di noi stesse.

La prima volta che ho incontrato davvero me stessa è stato in Scozia.
Avevo dodici anni, da poco avevo iniziato a soffrire di depressione e l’unica cosa che dicevo sempre alle mie amiche era: un giorno me ne andrò da Verona.

Ora ho 38 anni, abito ancora a Verona, ho coltivato un cuore nomade ed ogni viaggio che ho fatto mi ha permesso di portare a casa sempre più una parte di chi sono davvero, dandomi modo di costruire la mia Felicità su Misura anno dopo anno.

Il punto è che il viaggio ha un effetto profondo sulla conoscenza di noi stesse, perché ci porta al di fuori della nostra realtà abituale permettendoci di far emergere ciò che a volte nella quotidianità resta nascosto.
Perché e come accade è il focus dell’articolo di oggi, e chi sono io per accompagnarti in questo percorso di comprensione del potere del viaggio? Io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento con la loro Visione e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a partire?


L’effetto del viaggio come punto di rottura


Nella nostra vita quotidiana siamo inserite in uno schema piuttosto fisso, fatto di diversi ruoli (siamo lavoratrici, figlie, madri, sorelle, mogli, ecc), aspettative sociali che ci portano a valutare come giusto il comportarsi in un modo rispetto ad un altro, e routine più o meno costanti che ci portano ad automatizzare le nostre giornate. Ma quando viaggiamo, ed in particolare quando lo facciamo da sole, ma non solo in questo caso, tutto questo si interrompe.

Si crea come un punto di rottura nel momento in cui ci mettiamo in viaggio, che divide la realtà quotidiana dalla realtà dell’esperienza altrove, mettendo come in sospensione la nostra identità.
In un altro Paese, in un’altra città, dove non si parla la nostra lingua, dove la cultura è diversa, dove ambienti ed abitudini ci portano al di là di ciò che conosciamo, smettiamo di interpretare il solito personaggio che ci è stato affibbiato e lasciamo spazio a noi stesse.

In viaggio infatti è più semplice:

  • provare esperienze che a casa non faremmo;
  • metterci in gioco in relazioni inaspettate;
  • provare piatti che non assaggeremmo mai;
  • dire sì a cose nuove;
  • reagire in maniera diversa dal solito a ciò che ci capita.

Il punto non è che il viaggio ci cambia, ma che ci porta ad andare oltre ciò che pensiamo di sapere su noi stesse per vedere che altro c’è. E queste scoperte, che facciamo su noi stesse mentre siamo in giro per il Mondo, diventano souvenirs di qualità che possiamo portare a casa con noi e rendere parte della nostra realtà.


L’effetto del viaggio come scala che scende in profondità


Allontanarci da tutto ciò che conosciamo e che ci trattiene all’interno di un loop continuo ha anche un altro effetto, quello di amplificare d’improvviso tutto ciò che prima riuscivamo a mettere a tacere: emozioni, paure, desideri, limiti, potenziale, ecc…
Ed è una cosa scomoda.

Il viaggio si trasforma in una scala che porta nelle profondità di noi stesse, e scendendola possiamo scoprire tesori e mostri. Lì sotto vengono custodite le risposte che stavamo cercando alle nostre grandi domande (qual è la strada giusta per me? dovrei scegliere questo o quello? è davvero ciò che voglio questa relazione? e così via), ma vive anche tutto ciò che stiamo evitando (non sono felice in quello che sto vivendo, questo lavoro non fa per me, mi sa che non lo amo più, ecc…).

Non a caso molte persone che viaggiano da sole, ed è accaduto anche a me, raccontano che nella loro prima esperienza hanno pianto, e lo hanno fatto molto. Ma la maggior parte ti dirà, ed è successo anche a me, che al momento di tornare a casa non vedevano l’ora di ripetere l’esperienza.

Perché sì quando il viaggio ci porta a guardarci dentro ci mette a disagio, ma ci mostra anche la via per crescere.


Il viaggio però, per mostrare i suoi effetti sulla conoscenza di noi stesse, ha bisogno che ci fidiamo di lui, che gli permettiamo di trasformarci, che gli diamo lo spazio e il potere necessari per mostrarci la sua magia. Si tratta quindi di imparare a partire non per fuggire, ma per conoscersi.
Questo è ciò che ti accompagno a fare nel mio servizio di Travel Coaching: Itinerari su Misura.

E adesso raccontami, se ti è già accaduto, qual è stato il viaggio che ti ha fatto incontrare te stessa?
Scrivimelo nei commenti. Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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