Lavorare con la Dea Persephone: cosa succede quando confondiamo indecisione e ricerca di evoluzione.

Una delle mie citazioni preferite è di Walt Whitman, e mi ci sono sempre rivista molto, non per nulla la Dea di cui parleremo oggi rientra tra i miei archetipi. Ma tornando a quella citazione, essa dice: “Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini.” ed io mi sono sempre sentita così. Sarà che rientro in quelle persone che vengono definite multipotenziali, e sono certa che se anche tu lo sei, leggendo le parole di Whitman hai sorriso e un attimo dopo ti sei sentita sbagliata.

Viviamo, infatti, in una società che è stata costruita per funzionare in maniera standardizzata: inizi la scuola, scegli l’istruzione superiore, prosegui con una carriera universitaria che persegue ciò che hai fatto fino a lì, ti trovi un lavoro nel campo e fai carriera. E se non riesci ad adeguarti a questo sistema… sei indecisa, sei svogliata, non ti accontenti mai, hai qualcosa che non va.
Eppure, sempre di più, e non solo chi è multipotenziale, accade che le persone arrivino tra i 30 e i 40 anni (psicologicamente una fascia d’età di transizione) e si rendano conto di provare il forte desiderio di cambiare strada. Ma cosa penseranno gli altri se lo fai? Magari qualcuno online potrebbe dirti “brava! che coraggio!”, ma Mamma, Nonna, l’amico di famiglia, il postino? Quelle persone che fanno parte della vita reale al di fuori dei social, quelli con cui ti devi confrontare ogni giorno, sapranno accettare la tua scelta, o ti penseranno solamente come una persona che fa i capricci, che non mette la testa a posto o che l’ha persa?

Il problema è che, in un Mondo standard, è difficile rendersi conto che esistono percorsi che non lo sono. E’ difficile accettare che tra un percorso in piano e limpido, qualcuno scelga di attraversare il confine e che lo faccia magari passando sotto terra o scalando una montagna, e fermandosi qua è là per raccogliere fiori, parlare con uno sconosciuto, accompagnare qualcuno per un tratto in una direzione diversa. Ma io, se ti rivedi in tutto questo, se tutto questo lo senti tuo, sappi che lo capisco e sono qui per farti smettere di pensare che questa che provi sia confusione e per mostrarti la realtà e liberarti dei tuoi blocchi energetici.

In questo articolo, quindi, ti voglio raccontare cosa succede quando confondiamo indecisione e ricerca di evoluzione, quale archetipo delle dee greche potrebbe essere attivo in te in questo caso, cioè Persephone, e come iniziare a cambiare la situazione.

Chi sono io per accompagnarti in questo? Io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a crescere insieme?


Cosa succede quando confondiamo indecisione e ricerca di evoluzione.


Potrei riassumere questo paragrafo così: ci si sente sbagliate e si cerca di limitarsi.
Perché quella sensazione, quella che il proprio comportamento sia dettato solo da un capriccio, da confusione, da incapacità di decidere, e che quindi il problema siamo ovviamente noi, io la conosco bene.
Ma facciamo un passo indietro e dimmi se ti rivedi in tutto questo.

Hai fatto diversi lavori, alcuni anche per molto tempo, magari sei riuscita a fare carriera, ma hai continuato a sentire dentro di te di non essere mai arrivata, di non essere mai giunta al livello che volevi, e anche se magari il tuo ruolo è oramai elevato, tu hai come l’impressione di dover andare nella direzione opposta: in profondità. E allora, inizi a sognare costantemente di lasciare quel maledetto e benedetto posto fisso per cercare la tua strada. Ma sai anche che non puoi farlo: come pagheresti il mutuo? Cosa direbbe Papà? Come glielo spiegheresti a tuo marito? E se poi fallissi? Allora te ne stai lì, fai il tuo e ti senti come se ti mancasse sempre un pezzo.

Ogni volta che c’è qualcosa di nuovo da imparare tu ti butti. Hai svariate specializzazioni, sai creare piattini in ceramica e top in macramé, hai ore e ore di yoga all’attivo e delle scarpe nuove per fare la maratona che non hai mai indossato, ogni volta che vedi un nuovo corso universitario ti viene voglia di iscriverti. Gli altri ti chiedono di fermarti, ti chiedono di decidere e tu vorresti dire loro di averla trovata la tua strada, ma quando scegli è come se ti tagliassero un braccio. Però ti dici che se lo fanno tutti, devi farcela anche tu e allora ci provi, porti avanti un’idea e cerchi di fartela andare bene, anche se senti che quella non è la tua realtà.

Hai all’attivo diverse relazioni, tutte finite perché volevi di più. Le amiche oramai ti dicono che sei incontentabile e inizi a chiederti se non dovresti, allora, accontentarti. Perciò al prossimo uomo provi a dare più tempo, più fiducia, a ridurre le tue esigenze pensando che è così che si fa, che questo è il modo in cui si sta in relazione, ma tu ci stai male in quella relazione e mandi tutto all’aria sul più bello, sentendoti dare della str**** e dell’ingrata.

E così, tu cerchi di seguire il tuo percorso, mentre gli altri ti bombardano di giudizi. Con il risultato che non ti chiedi più: cosa voglio io?, ma inizi a chiederti: come posso correggermi per accontentare le aspettative altrui?

Se ti riconosci in queste sensazioni, tra i tuoi archetipi interiori potresti avere Persephone.


Persephone: il non riconoscimento del proprio Potere.


Il mito di Persephone è forse uno dei più conosciuti, sia perché è una storia affascinante, sia perché è archetipicamente parlando proprio una rappresentazione del ciclo vita e morte, ma con quel pezzo in più che ci ricorda che la morte non è mai la fine, ma uno spazio per rinascere. E sì, questa Dea è la mia preferita, sia perché è la mia dea principale nello schema archetipico che ho potuto estrarre grazie al mio percorso di Life Coaching Goddess, sia perché è una dea duale. E’ esattamente l’esempio del contenere moltitudini. Persephone è, infatti, Dea della Primavera e Regina dell’Oltretomba, simbolicamente: la fanciulla, la regina dell’oltretomba, la dea dal potere duale.

Figlia di Demetra, che l’ha desiderata ardentemente, inizia la sua vita quasi sotto ad una campana di vetro. La madre vuole nasconderla e proteggerla, tant’è che tende a non chiamarla nemmeno per nome, per non attivare in lei la sua magia e non farla percepire da possibili pericoli. Così essa cresce come Kore, la fanciulla, in un giardino creato appositamente per lei, in compagnia solo delle ninfe, sue care amiche.
Ma Kore è curiosa, esattamente come una bambina, cerca di scoprire cosa c’è al di là del suo giardino, si distrae facilmente davanti ad un fiore nuovo lasciandosene incantare, rincorre le farfalle. Vive gioiosamente, cercando di non deludere mai Demetra che in lei vede la sua stessa vita, e cercando di reprimere il suo istinto a fuggire da quella campana di vetro.
Fino a che non incontra Ade. In alcune versioni del racconto lui la rapisce, in altre è lei a scegliere di andare via con lui. Fatto sta che essa si ritrova negli Inferi, e mentre la madre sulla Terra si dispera e rende arido il terreno, protestando per la perdita della figlia. Persephone inizia a scoprire se stessa, smette di essere vittima, prima della madre e poi di Ade, per diventare Regina dell’Oltretomba. Una guida capace di accompagnare le anime in un momento unico di trasformazione.
Il Mondo però ha bisogno del potere di Demetra, del grano, del raccolto, e così Zeus impone ad Ade di lasciare andare Persephone. Lui però la ama, e con un sotterfugio la lega a lui per sempre. Così, viene obbligatoriamente raggiunto un accordo: Persepephone starà 6 mesi sulla Terra insieme alla madre, nel periodo che va dalla primavera all’autunno, agendo appunto come Dea della Primavera, e 6 mesi nell’Oltretomba come regina e moglie di Ade.

Sì, è una bella storia, che fa spazio ad entrambe le parti di Persephone, anche se lei continua a ritrovarsi costretta a sottostare al volere di chi la ama, invece di usare liberamente tutto il suo Potere. Per questo continuerà a sentirsi sempre spezzata nella sua ricerca continua di essere contemporaneamente tutto ciò che è.

Foto di RitaE da Pixabay

Come iniziare a liberare te stessa e il tuo Potere.


Kore non è mai stata persa, indecisa, capricciosa o ingrata, come a volte appariva a Demetra, ma alla ricerca. Alla ricerca del suo Potere che sentiva vivere dentro di sé, ma che lì, in un Mondo costruito per limitarla, lei non riusciva ad esprimere.

Molte delle donne che hanno in sé Persephone, come archetipo delle dee greche, provano una sensazione simile a quella della storia di questa Dea: un moto continuo di ricerca dello spazio, della direzione, dell’ambiente giusto per attivare la propria evoluzione, per esprimere chi si é, in diversi modi, facendo spazio alla propria complessità. E contemporaneamente rischiano di restare bloccata nel tentativo di non deludere nessuno, soprattutto chi amano. Il rischio, quando però non si accoglie la propria naturale energia e si cerca di comprimerla, è che essa ad un certo punto esploda. E ferire chi si ama diventa una conseguenza probabile di queste perdite di controllo.

Il compito evolutivo di chi deve lavorare con la dualità di Persephone non è scegliere una o l’altra parte, ma accogliere la propria complessità, iniziando a viverla nella sua totalità, creandosi una vita che le permetta di integrarla. Per fare questo ha bisogno di attraversare tutte le proprie convinzioni limitanti sull’idea che perderà l’amore degli altri se sceglie se stessa, sull’idea che ci sia qualcosa di sbagliato in lei solo perché non rientra negli standard, sul pensiero che non esista una professione, uno stile di vita, una relazione che possa funzionare su Misura per chi è.

Qualsiasi sia il pensiero giudicante che fa restare una donna nell’idea di essere indecisa, non permettendole di accogliere il proprio percorso di ricerca di evoluzione, è ciò che mettiamo in chiaro grazie al percorso di Life Coaching Goddess, qualora riconoscessimo la presenza di Persephone tra le tre dee in quella donna e tenendo conto anche delle altre due dee presenti nel suo schema archetipico.


Ognuna di noi è naturalmente complessa, proprio perché in sé ha tre dee, una principale e due accessorie, che raccontano la sua energia. Ancora di più, chi fa i conti con una dea duale. Quindi, voglio che tu sappia che la Felicità su Misura che puoi costruire per te stessa non nascerà quasi mai dal rinunciare a qualcosa, ma molto più probabilmente dall’integrare ogni parte di te per raccontare la tua storia unica.
Io sono qui per accompagnarti nella scrittura di quella storia.

Se hai domande o curiosità su questa Dea, scrivimi nei commenti.
Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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