Come in viaggio puoi lavorare sulle tue convinzioni limitanti.
Quando in viaggio di nozze siamo stati a visitare l’Antelope Canyon, sono rimasta incantata. I colori, le forme, i giochi di luce, la texture delle rocce e la sabbia sotto ai piedi. E poi, poi mi sono resa conto che quel luogo si era creato in seguito alle inondazioni e all’effetto del vento, e ho pensato che a volte sono le cose che ci sconvolgono in maniera improvvisa o lenta, a trasformare la nostra vita in un capolavoro.
Anche in quell’occasione il viaggio mi ha regalato un pensiero da portarmi a casa, ecco perché penso che il viaggio sia una delle esperienze più adatte da fare se si vuole imparare ad attraversare le proprie convinzioni limitanti, per fare spazio ad una vita allineata ai nostri desideri.
In questo articolo ti voglio quindi raccontare come puoi lavorare sulle tue convinzioni limitanti in viaggio.
Ma prima di iniziare, lascia che mi presenti: io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione e sono anche una Blogger, che scrive di vita e di viaggi.
Pronta a partire?



Metodi per lavorare sulle proprie convinzioni limitanti in viaggio.
Il viaggio, in particolar modo quello fatto in solitaria o con un gruppo di persone allineate, può essere un profondo stimolo all’evoluzione personale perché ci mette, senza sforzo, al di fuori della nostra comfort zone, portandoci a cambiare la nostra prospettiva e a lasciar andare tutte le nostre sicurezze.
In viaggio infatti cambiamo letto, alimentazione, ambiente e lì ci scopriamo nuove, ci rendiamo conto che emergono aspetti di noi che non avevamo davvero considerato, e allora prende spazio una domanda:
se in realtà c’è altro in me che non stavo vedendo, può essere che ciò che credevo fosse un limite in verità non lo è?
Il viaggio allora diventa il mezzo perfetto per mettere in dubbio tutto, ed eccoti 3 metodi per farlo.
1.Esposizione graduale attraverso mini-sfide
E’ importante partire innanzitutto da identificare un pensiero ricorrente su noi stesse, ad esempio: “Non so cavarmela da sola”.
Una volta fatta questa analisi, in viaggio, possiamo esporci in maniera graduale (che significa sempre con qualche ancoraggio di sicurezza e con il buon senso) alla nostra convinzione. Così potremmo uscire in solitaria, avendo comunque Google Maps sul telefono, ma lasciandolo in tasca e provando a chiedere indicazioni ai passanti per raggiungere il posto dove vogliamo arrivare. Ancora meglio se dobbiamo farlo in lingua straniera!
O ancora, se pensiamo: “Se esco a cenare da sola mi guarderanno tutti”, possiamo prenotare nel ristorante che vorremmo provare, portare con noi un libro e tentare questa esperienza.
Perché provare a fare tutto questo in viaggio invece che a casa nella nostra città? Perché quando siamo altrove, ci sentiamo di base più libere di essere noi stesse poiché nessuno ci conosce e questo attiva parti di noi che solitamente non si mostrano per timore di essere giudicate.
Una volta fatta l’esperienza però, possiamo interiorizzarla e portarne gli insegnamenti a casa con noi.
2.Il confronto culturale
Molte nostre convinzioni limitanti nascono dalla società in cui siamo cresciute, ecco perché il viaggio può diventare uno spazio di conoscenza che può cambiare la nostra prospettiva.
Per far sì che questo accada è sempre importante partire dal mettere in chiaro le nostre convinzioni limitanti, ciò che ci preoccupa, ad esempio: “Se dopo le scuole superiori non scelgo subito l’università sarò una fallita”.
In viaggio poi è importante visitare musei, fare percorsi di scoperta dei luoghi con guide locali capaci di raccontarci usi e costumi, parlare con le persone del luogo, per poter confrontare ciò in cui crediamo con altre realtà. E quando ci rendiamo conto che esistono diverse realtà, ci rendiamo anche conto che la nostra convinzione non può essere vera in senso assoluto, quindi abbiamo la possibilità di sfidarla.
Ad esempio, nei Paesi Scandinavi fare un anno sabbatico è normalissimo, e nel Regno Unito questa pratica ha proprio un nome: Gap Year, che i giovani usano per viaggiare, fare volontariato, fare lavoretti per esplorare le proprie possibilità prima di iscriversi all’università.
3.Chi sarei se…
Questo è un esercizio di Travel Coaching potente che si può fare in viaggio per sfidare le proprie convinzioni limitanti, a partire proprio dal fatto che in un altro Paese ci sentiamo meno giudicate perché non ci conosce nessuno.
Partiamo allora dal fare una lista di tutte quelle cose che non facciamo mai nella nostra quotidianità, perché siamo convinte di non esserne capaci, che non ci rappresentino, che non ci piacciano, che non siano adeguate (P.s. Ricordati sempre di stare attenta alla legalità e alla tua sicurezza!).
Dopo di che, proviamo a vivere in viaggio una giornata a partire dall’idea di scoprire chi saremmo se fossimo diverse. Se esci sempre truccata, prova a non mettere nemmeno il mascara per un giorno; se pensi che un cibo non lo mangeresti mai a casa, ordinalo per pranzo; se sei una tipa più da luoghi tranquilli, prova ad andare a ballare. E così via.
Sfida te stessa provando ad essere chi non sei, e poi prova a vedere cosa ne nasce.
Ci sono alcune cose di cui eri fermamente convinta che invece ti hanno fatto ripensare alle tue idee? Hai trovato conferma dentro di te su alcuni aspetti di te stessa? Hai scoperto parti di te che non sapevi esistessero?


Il viaggio così diventa un’esperienza di esplorazione fuori, ma anche dentro.
Capace di aiutarti ad attraversare le tue convinzioni limitanti, imparando ad attingere al tuo Potere Personale, permettendoti di seguire i tuoi desideri, aumentando la profondità della conoscenza di te stessa.
Se senti il desiderio di fare un’esperienza concreta per uscire dalla tua comfort zone:
Se invece hai qualche domanda, scrivimi nei commenti.
Ti leggo e rispondo sempre.
