Il tuo Critico Interiore: come riconoscerlo e smettere di criticarti.
Ce l’hai presente quella vocina nella tua testa che sembra essere lì appositamente per farti sentire fuori posto? Ecco, quella voce, è il tuo Critico Interiore. Un’esistenza astratta che sembra custodire perfettamente tutte le tue paure e le convinzioni limitanti, che ti impediscono di costruire una realtà per te stessa davvero allineata ai tuoi desideri.
Io conosco bene il mio, l’ho sentito blaterare dentro la mia mente per tanti anni! Fino a che non ho imparato a disinnescarlo, a mettergli un bel pezzo di scotch sulla bocca, e ad andare avanti lo stesso. Sì, perché riconoscere ciò che ci spaventa e limita è il primo passo, ma il secondo non è non ascoltare mai o far finta che non esista, è agire nonostante la paura e dare ascolto ai pensieri che possono esserci utili davvero per crescere.
In questo articolo ti voglio accompagnare a comprendere meglio:
- Cos’è il Critico Interiore;
- Le principali tipologie di Critico Interiore;
- Come smettere di dare sempre la parola al tuo Critico Interiore.
Ma prima, lascia che mi presenti: io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione, studentessa di Psicologia e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.
Pronta a crescere insieme?

Cos’è il Critico Interiore.
Potremmo descrivere il Critico Interiore proprio come una voce nella testa, che però invece di suggerirti la strada migliore, sembra sabotare ogni piano.
Sta lì e parla, tirando fuori tutte le tue paure e le tue convinzioni limitanti. Si impegna un sacco per farti sentire sbagliata, per criticare le tue scelte e le tue azioni, per incolparti di ciò che non funziona e sminuire i tuoi successi.
Il Critico Interiore è uno schema di pensiero che hai interiorizzato perfettamente dentro di te, che però non è funzionale ad una vita migliore, anzi. A lungo andare il suo effetto è quello di abbassare la tua autostima, la sicurezza in te stessa e nelle cose che puoi fare, e minare il tuo benessere ad ogni livello.
Dove nasce questo antipatico compagno? In parte è causato dai blocchi energetici ereditati (come ho spiegato in questo articolo), in grand parte è la conseguenza di schemi che abbiamo fatto nostri attraverso ciò che c’è stato insegnato durante la nostra infanzia e che abbiamo imparato attraverso le esperienze fatte da quel momento e anche dopo, durante l’adolescenza e l’età adulta, che spesso hanno confermato gli insegnamenti che ci ha dato la famiglia, o chi per essa.
Quali sono le principali tipologie di Critico Interiore.
Esistono 7 principali tipologie di Critico Interiore e se sei fortunata, ovviamente sto scherzando, potresti averne vinta più di una! Cerco di sdrammatizzare perché come Coach, ma anche come umana, so cosa significhi averci a che fare. Per questo voglio aiutarti a comprendere meglio le voci che vivono dentro di te, così che tu possa avere la prima arma per iniziare a disinnescare questo circolo vizioso.
Il Perfezionista
Sembra bravo apparentemente, perché se ci pensi, vuole il Meglio per te. Peccato che però, ti faccia sentire sempre inadeguata. Il problema però non sei tu, ma lui:
- che fissa standard troppo alti e tendenzialmente irraggiungibili in maniera sana;
- vuole che tutto sia perfetto, scordandosi che non esiste nulla che lo sia e che si mantenga anche autentico, così più seguiamo le sue indicazioni, più ci sentiamo separate dalla vita;
- pensa che ci sia sempre qualcosa in più da fare per poter dire che un progetto è concluso, pronto, presentabile e così la soddisfazione viene sempre rimandata, a favore invece di un costante senso di incompletezza;
- la sua frase preferita è: “Non riuscirai mai a farlo davvero bene”, ma è solito anche sussurrarti: “Non sei brava come (l’amica, tua sorella, quell’altra professionista, ecc)” e “Non sei pronta”.
Il Sottostimatore
Dice che ti vuole proteggere, che lo fa per il tuo bene, non è che davvero non creda in te, è che non hai le capacità per farcela e allora è giusto che lui sia lì a impedirti di fare uno sbaglio. Così:
- la Sindrome dell’Impostore l’ha inventata lui che è fortemente convinto che se ce l’hai fatta è stato per caso e poi fallirai;
- ti porta alla mente sempre ciò che non sei capace di fare, scordandosi i successi e le tue capacità, per non permetterti di metterti in gioco e magari non farcela;
- mina ogni tua buona idea istillandoti il dubbio che non possa funzionare, perché insomma, dai… guardati;
- la sua frase preferita è: “Non sei abbastanza (brava, preparata, bella, capace, ecc)”, ma ripete spesso anche: “Non penserai davvero di potercela fare…” e “Non sei all’altezza”.
In inglese è spesso identificato come The Underminer, perché sembra che il suo obiettivo sia proprio attaccare le fondamenta che potrebbero sorreggere il tuo percorso, mettendo delle mine e facendo esplodere tutto.
L’Accusatore
Il senso di colpa è il suo grande amore, è non perde occasione per proportelo. In fondo, ti dice lui, sta solo cercando di evitare che tu faccia gli errori del passato, deludendo chi ti ama. Per questo:
- ci tiene a farti tornare alla memoria tutte le volte che hai sbagliato e le conseguenze delle tue azioni, ma scorda facilmente i risvolti positivi che sono nati dal tuo coraggio;
- vive nel passato e non è capace di perdonarti per quello che avete vissuto, portandoti così a non poter mai andare avanti davvero;
- si impegna a ricordarti che se seguirai il tuo cuore, gli altri si sentiranno non amati, ma non pensa a come ti sentirai tu;
- la sua frase preferita è: “Te ne pentirai per tutta la vita”, ma anche dirti: “Guarda cos’è successo l’altra volta…” e “Cosa penseranno gli altri?!”.
L’Imitatore
E’ convinto che se mostrassi chi sei veramente verresti sicuramente rifiutata, per questo cerca di modellarti sulla base di altre persone, così da assicurarsi che tu sia adatta. Infatti:
- ti convince che l’unico modo di farcela è imitare chi ce l’ha fatta, creando una costante discrepanza tra chi sei e chi dovresti essere, che abbassa la tua autostima;
- ti spinge a pensare che se sarai te stessa non piacerai a nessuno, quindi l’unica opzione è mimetizzarti (o imitando gli altri o nascondendoti);
- ti porta a rifiutare ciò che ami e desideri, per cercare di perseguire le aspettative di chi è intorno a te e della società, così da assicurarsi che tu non deluda nessuno (a parte te stessa);
- la sua frase preferita è: “Non essere te stessa o farai brutta figura”, ed è solito anche ripetere: “Devi essere come (lei, l’altra, la cognata, la collega, la modella in tv” e “Meglio stare zitta che esprimere ciò che pensi”.
Il Distruttore
Se avesse un carro armato lo userebbe per passare sopra a tutto ciò che ti riguarda ed è proprio investita e schiacciata che ti senti quando si attiva. Il suo modus operandi è:
- convincerti di non essere all’altezza e di non valerne la pena in nessuna occasione (lavoro, relazioni, ecc);
- farti sentire profondamente inadeguata come se ci fosse qualcosa che non va in te, regalandoti la sensazione di essere difettata;
- attaccare la tua autostima a suon di “te l’avevo detto” davanti ad ogni piccolo intoppo (normale in ogni percorso di crescita);
- la sua frase preferita è “Non ne vali la pena”, ed è solito dirti anche: “Perché dovrebbero scegliere te?” e “Nessuno ti amerà mai”.
Il Sorvegliante
L’efficienza è tutto e mollare non è possibile. Non importa se in mezzo perdi affetti, salute, spensieratezza, non vorrai mica rinunciare? All’apparenza può sembrare un motivatore, ma in realtà ha costruito una gabbia, infatti:
- ti spinge a portare avanti tutto anche quando non ce la fai più, con gravi rischi per la tua salute psicofisica, che per lui passa in secondo piano, perché il peggio è essere pigra o fallire;
- ti obbliga a rinunciare alle cose che ami, per poter mantenere uno standard costante (che sia tempo con gli amici invece che studiare o una fetta di pizza invece che pollo e riso);
- il fallimento lo manda in paranoia e di conseguenza manda in paranoia te;
- la sua frase preferita è: “Il fallimento non è accettabile”, ma ripete anche spesso: “Non vorrai mollare pappamolla?!” e “Pensavo fossi migliore di così…”.
Il Controllore
E’ fratello gemello del Sorvegliante, solo che se esso ti spinge costantemente, il Controllore ci tiene a farti sapere che gli fai schifo. Ecco perché:
- ti fa ossessionare per gestire al meglio tutto cercando di rispettare standard impossibili (cibo, costanza nello studio, impegno sul lavoro, organizzazione e ordine, ecc), con il risultato che ti spinge a perdere sempre di più il controllo;
- dopo di che ci tiene a farti vergognare del tuo comportamento;
- il suo obiettivo è farti sapere che non hai via d’uscita;
- la sua frase preferita è: “L’hai fatto di nuovo! Non ti fai pena?”, e tende anche a dirti: “Non cambierai mai” e “Guardati… che schifo”.

Come zittire il tuo Critico Interiore.
Non possiamo eliminare il nostro Critico Interiore, ma possiamo addomesticarlo, imparando a tenerlo in gabbia quando iniziare a dare di matto. Perché sia chiaro, la critica, il dubbio, i feedback sono aspetti importanti per la crescita personale, il problema è quando perdono il controllo smettendo di diventare indicazioni e diventando frane che ci travolgono. Questo tipo di pensieri diventano funzionali quando ci stimolano a valutare nuove strade, quando ci invitano a tenere in considerazione vari aspetti, quando ci supportano nel portare avanti i nostri obiettivi, ma quando invece degenerano è importante andare in cerca dello scotch.
Come si può fare? In diversi modi:
- Usando la Mindfulness per riportarci al qui e ora, uscendo dall’onda dei pensieri, per riprendere contatto con la realtà;
- Mettendo in dubbio i pensieri, ad esempio attraverso esercizi mentali o di journaling in cui ci chiediamo: questo pensiero è reale? è funzionale al raggiungimento del mio obiettivo?;
- Cambiando la narrazione, imparando a spostare i pensieri da un’ottica di fallimento ad una di crescita. Ad esempio: oggi non sono ancora come vorrei, ma posso imparare;
- Praticando la gratitudine, che aiuta a rendersi conto di ciò che già c’è di bello, di ciò che siamo già riuscite a fare aumentando sicurezza in sé e autostima e che ci permette di attivare anche l’amore per noi stesse;
- Prendendosi cura di sé ad ogni livello, mente-energie-corpo;
- Chiedendo supporto a figure professionali in grado di accompagnarci nel percorso su Misura per noi. Come me ad esempio!
Se lo scopo del Critico Interiore è apparentemente cercare di proteggerti da ciò che può farti male, ma in realtà ti porta a vivere una situazione costantemente limitante (ricordandoti le tue più grandi paure, rammentandoti i fallimenti del passato, bloccando l’evoluzione del tuo futuro); conoscerlo e iniziare un percorso per saperlo disinnescare serve a farti vedere che hai potere per crescere, evolvere e costruire una vita allineata ai tuoi desideri: imparando cose nuove, praticando l’amore per te stessa, diventando la migliore versione di te stessa.
Il primo passo è in questo articolo, conoscere il tuo Critico Interiore, il secondo è scegliere se vuoi ancora dargli ascolto o vuoi cambiare le cose.
Se hai qualche domanda, scrivimi un commento.
Ti leggo e rispondo sempre.
