Perché quando viaggio mi sento una persona diversa?
Mi sorprendo sempre, ed è una sensazione che non smetterò mai di voler provare, di come quando metto piede a Edimburgo le mie ansie sembrino sparire. Tutta quella paura che spesso ho nell’uscire di casa, nell’espormi per chi sono, nel muovermi tra le persone, sembrino affievolirsi, spegnersi, non appartenermi più. E se non avessi iniziato a viaggiare verso Nord forse non avrei mai compreso che esiste una versione di me che può vivere così, e non avrei avuto modo di osservarla e interiorizzarla, così da iniziare a portarla a casa con me.
Questo non succede a caso, ma succede perché c’è un modo unico in cui ogni luogo attiva diverse parti di noi, tanto da farci sentire quasi altre persone quando viaggiamo. Ed in questo articolo ti voglio raccontare perché in viaggio ti senti una persona diversa e come portare quella parte di te che si attiva in un altro luogo anche nel posto che tu chiami casa.
Ma prima, se non ci conosciamo già, lascia che mi presenti: io sono Lisa, unisco magia e concretezza per accompagnare le donne a vivere in allineamento alla loro Visione, studio psicologia, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.
Pronta a partire?


Il modo in cui il viaggio attiva diverse parti di te.
Ci sono tre componenti principali che attivano l’effetto del viaggio sul far emergere diverse parti di noi stesse, mostrando alcuni aspetti del nostro modo di essere che altrove si vedono meno, potenziando le nostre caratteristiche, smussando od eliminando limiti e paure, cambiando le nostre abitudini o attitudini:
- la prima è l’energia. Il modo in cui la nostra personale energia entra in risonanza, o meno, con l’energia di un tale luogo, può metterci di fronte a diversi aspetti della nostra identità. E’ l’espressione di quella che viene chiamata geografia energetica;
- la seconda è il dato di fatto di trovarsi al di fuori della nostra comfort zone. Non siamo più immerse negli ambienti che conosciamo e che spesso diamo per scontati, perché ce ne fidiamo o perché pensiamo di conoscerli, e questo attiva nuove aree della nostra mente e anche diversi ricettori del nostro corpo che si trovano a interagire con nuovi stimoli: odori, suoni, gusti, texture differenti. Questa combinazione mentale e fisica potenzia aree del nostro cervello che in altri momenti sono “assopite”, producendo nuove o diverse risposte;
- la terza riguarda la possibilità di essere libere dalle aspettative in cui siamo solitamente immerse. Quando viaggiamo ci spogliamo metaforicamente da quello che le persone che ci conoscono, la società in cui siamo inserite, i ruoli che abbiamo nella nostra quotidianità ci portano ad essere e ci permettiamo di essere totalmente noi stesse, senza più o quasi la paura del giudizio.
Tutto questo: energie, mente e corpo, essere fuori dalla comfort zone, libertà di espressione, crea una combinazione unica di fattori che permette al viaggio di avere effetto su di noi attivando parti diverse. Non diventiamo persone diverse, questo è importante saperlo, ma attingiamo a sfaccettature del nostro essere che altrove non trovano spazio per esprimersi.
Come posso portare le parti di me che il viaggio attiva anche a casa.
In viaggio scopriamo nuove abitudini, attitudini, espressioni di noi, idee, ma portarle a casa come fossero cose che possiamo mettere in valigia, è tutta un’altra questione. E spesso richiede tempo, chiarezza, allenamento e azione. Il Travel Coaching può aiutarti proprio in questo passaggio: in viaggio scopro una diversa parte di me e attraverso un percorso con una Travel Coach interiorizzo quella parte e ne rendo possibile la manifestazione anche nella mia quotidianità.
Ma come si fa?
Innanzitutto serve fare chiarezza. Riconoscendo cosa ha davvero attivato quella parte di noi, come lo ha fatto e cosa ha attivato. Anche per non cadere nel tranello delle vibes di un luogo. Sì, potrebbe accadere che viaggiando verso una zona in cui tutti fanno surf pensiamo che quella è la vita che vogliamo: spiaggia, sole e onde. Ma forse non è esattamente così, forse la parte di noi che si è risvegliata lì non ci chiede di diventare surfisti, ma di introdurre nella nostra quotidianità: movimento e contatto con la natura, e magari più libertà. Ecco, nel Travel Coaching si fa chiarezza su cosa si è attivato e come si può quindi esprimere nella nostra realtà.
Dopo di che servono azioni concrete che trasformino l’idea di quello che vogliamo in qualcosa di concreto. Non basta desiderare qualcosa, bisogna agire in allineamento ad essa perché diventi parte della nostra vita. E di conseguenza serve allenamento, allenarci a ripetere quell’azione fino a che non diventa parte di noi. Insieme ad un Coach si prende l’idea, si definiscono azioni che sono allineate a quell’idea, si impara a farle con costanza e intenzione.
Infine serve tempo. E questa è la realtà più scomoda da portarsi a casa: nessun cambiamento avviene con uno schiocco di dita, ma diventa possibile se continuiamo a muoverci nella direzione che vogliamo con continuità. La cosa bella è che non si tratta di un processo che si inizia e si finisce quando si arriva ad aver integrato quella parte di noi che si attiva in viaggio nella quotidianità, ma di un percorso di evoluzione di cui si va esperienza giorno dopo giorno mentre lo si vive, notando come impariamo e cresciamo ogni volta che scegliamo di allinearci a quella parte di noi che altrove si accende subito.
In questo modo la vita diventa il Viaggio.

Raccontami nel commento: quale viaggio ti ha fatto scoprire parti di te che non conoscevi?
Ti leggo e rispondo sempre.
