3 cose che il viaggio ti permette di vedere.

Se c’è una cosa che amo del viaggio è la sua naturale capacità di aprirci gli occhi. Il viaggio, quando non è solo una vacanza dentro ad un villaggio turistico (n.d.r. Questa non è una critica, ma una differenziazione), ma un’esperienza che ci fa vedere altri luoghi, culture, persone, ambienti, società, riesce a mostrarci cose che fino a poco prima non vedevamo. Cose che, incredibilmente, hanno spesso più a che fare con noi che con la destinazione che stiamo visitando.

Nei miei viaggi ci sono state tre cose che mi sono diventate chiare e che oggi vorrei condividere con te, perché tu possa ricercarle nelle tue esperienze del Mondo e renderle tue, trovare in esse le tue risposte su Misura, o magari, ispirarti a partire per non tornare più a casa come prima.

Prima però, se non ci conosciamo già, lascia che mi presenti: io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.

Pronta a partire?


Il viaggio ti fa vedere che spesso sei più fortunata di quello che pensi.


Da quando ho iniziato a viaggiare e ho visto alcune zone del Mondo, come Bali e il Messico, senza nemmeno la necessità di vedere le più estreme, mi è diventato chiaro che noi italiani ci lamentiamo tantissimo senza renderci conto di quanto siamo fortunati. Certo, la povertà esiste anche da noi e per alcuni è un problema reale. Ma per la gran parte delle persone che nascono qui: casa, elettricità, acqua corrente, cibo, sono questioni ovvie. Ma non per tutti è così. Eppure, io stessa spesso mi dico che sono povera, solo perché, come mi è successo oggi, non posso acquistare un paio di scarpe che mi piacciono. Viaggiare mi ha insegnato però che posso dire questa cosa con ironia, consapevole che la povertà è altro e che mentre me ne sto seduta sul divano, con o smartphone in mano, non posso che sentirmi grata per ciò che ho.

Rendersi conto della propria fortuna non è solo una questione legata all’aspetto economico, ma anche all’educazione scolastica. In Marocco la nostra guida, che ci accompagnò per tre giorni di tour nel deserto e in luoghi remoti, ci spiegò che moltissime persone non avevano accesso alle scuole e che tanti, il dato attuale è del 24% (Fonte Wikipedia), sono analfabeti. Non ti sto nemmeno a dire che più della metà di esse sono donne. Ecco perché, davanti a chi mi dice: chi te lo fa fare di studiare ancora?, io vorrei rispondergli che lo faccio anche perché so che non è scontato e sono grata per le possibilità che ho, ancora più come donna.

Infine, viaggiare mi ha permesso anche di rendermi conto che avere la fortuna di essere inserita in una comunità vicina e diversificata, e che offre occasioni, non è scontato. In America, durante il nostro on the road, abbiamo attraversato zone desertiche in cui ogni tanto spuntavano piccole zone abitate da tre, quattro, dieci case quando andava bene, caravan nella maggior parte dei casi. E ho pensato a quei ragazzini che nascono lì e si ritrovano isolati dal Mondo, dalle possibilità, dalle relazioni che possono mostrarti cos’altro c’é… ed è per questo che ogni volta che guardo i miei nipoti (sapevi che ne ho 9?!) penso alla fortuna che hanno di essere circondati da una famiglia diversificata, da amici, da possibilità di inclusione nella società in cui vivono.

Il viaggio mi ha mostrato tutto questo, non per farmi la morale e non per farla a te scelgo di raccontartelo, ma per aiutarmi a rimettere in prospettiva il mio modo di vivere, che è una cosa diversa. Viaggiare non mi ha affibbiato un senso di colpa, mi ha offerto un percorso di miglioramento.


Il viaggio ti fa vedere che la vita che fai non è l’unica possibile.


Durante i miei viaggi ho potuto incontrare diverse persone, viaggiatori come me, ma anche persone del luogo. Ho ascoltato le loro storie, ho anche osservato come vivevano le loro giornate, ho scoperto professioni che non conoscevo o fatto caso ai ritmi e alle possibilità differenti. In alcuni casi mi sono trovata davanti a persone che avevano effettivamente avuto più possibilità, proprio per il luogo in cui vivevano o da cui provenivano, in altre ho trovato vite normali ma vissute meglio. E devo dirtelo, questo è stato perfino più potente per me.

Il viaggio, infatti, ti mostra che la vita che fai tu non l’unica possibile e questo ti apre la mente su nuove scelte che puoi prendere per te stessa. Ma non è sempre una questione di guadagnare di più, fare esperienze più prestigiose, avere accesso a opzioni che qui in Italia non hai. Spesso il punto è un altro: è vedere che è possibile fare una vita allineata a quello che si desidera davvero.

Ed è una cosa che mi sono portata a casa dai miei viaggi. Che ho cercato di rendere mia nella quotidianità, oltre che nello straordinario. Ho scelto così di voler vivere ad un ritmo più lento, come quello che ho imparato a Edimburgo tanto quanto a Tenerife. Uno sguardo su altre vite, che mi hanno permesso di chiedermi davvero: ma io come voglio che sia la mia?

Perché il punto non è viaggiare e lasciarsi ispirare dagli altri per fare la loro stessa vita, ma scoprire che domande il viaggio ti pone per disegnare la tua di storia.


Il viaggio ti fa vedere che i tuoi limiti sono tali solo nel tuo ambiente quotidiano.


In viaggio ho nuotato con le tartarughe, sono andata su una moto d’acqua, ho girato un’isola in quad (e fatto anche un incidente), cavalcato un cammello nel deserto, mangiato stomaco di pecora ripieno, guidato a sinistra per tutta la Scozia, preso un trenino per entrare in una grotta, fatta cadere per 13 piani sulla Hollywood Tower a Disneyland Paris e molto altro. E devo dirtelo: soffro di claustrofobia, tendo ad avere attacchi di panico e sono ansiosa. Non si può certo dire che io sia, come sognavo da piccola, avventurosa e tosta come Lara Croft! Eppure, in viaggio ho fatto tutto questo.

E sai qual è la cosa più incredibile? Che ho avuto paura, mi sono preoccupata, ho urlato, mi sono fatta venire un attacco di panico su un campanile in Polonia, e così via. Ma l’ho fatto lo stesso e lo rifarei (ecco la Hollywood Tower magari no, ma è l’unica cosa che scelgo di evitarmi XD ).

Ho fatto tutto nonostante la paura, perché il viaggio mi ha fatto vedere che i miei limiti sono tali solo nel mio ambiente quotidiano, quando non ho una spinta interiore che mi fa dire: se non lo fai perdi l’occasione, è questo che vuoi? E no, superare i miei limiti in viaggio non ha annullato le paure, ma mi ha dato potere. Mi ha permesso di capire che quando voglio posso scegliere di uscire dalla mia comfort zone e farcela.

Il viaggio mi ha mostrato il mio coraggio, la mia libertà di scelta, la fiducia che posso darmi. Ed io non vedo l’ora di scoprire in che altro modo mi metterò alla prova.


Viaggiare serve a farci vedere il Mondo, ma soprattutto ha lo scopo di farci vedere noi stessi attraverso di esso. Ecco perché amo farlo, ecco perché amo portare persone con me, nei miei Retreat, per imparare a vedersi davvero e a vedere cosa c’è oltre i nostri personali confini.

Se qualcosa del mio articolo ti ha incuriosita e vuoi condividermi un pensiero oppure un ricordo di viaggio, scrivimi un commento. Ti leggo e rispondo sempre.

Lisa Merzi

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