Itinerario di 1 giorno in Puglia: 3 nuovi posti colorati che ho visto quest’anno.
Da quando sto con Boy Agosto per me significa Puglia e da quando siamo entrambi Partite Iva ci permettiamo di passare un mese giù e lavorare da là, ma anche goderci il mare. E se a lui, nato e cresciuto tra spiaggia e pesca, basterebbe vivere così, io ho bisogno sempre di esplorare anche un po’: qualche borgo, qualche luogo naturale, qualche posto nuovo da scoprire.
Quest’anno ho atteso che mi raggiugesse mia sorella minore per organizzare una bella gita di un giorno, che ci ha portato a visitare tre nuovi posti in Puglia, e chiudere, inoltre, la serata con una bella passeggiata a Otranto, che ho visitato più volte nella mia vita. Ecco quindi un itinerario di 1 giorno in Puglia il cui focus, potremmo dire, è stato il colore!
Ma prima di raccontartelo lascia che mi presenti: io sono Lisa, Life&Travel Coach, accompagno le donne a vivere in allineamento alla loro Visione unendo magia e concretezza, e sono anche una Blogger che scrive di vita e di viaggi.
Pronta a partire?



I colori di Vincent City
La nostra giornata è iniziata raggiungendo Guagnano, in provincia di Lecce, e infilandoci nelle campagne fino ad arrivare a Vincent City, conosciuta anche come l’Eremo di Vincent, una casa-museo a cielo aperto, visitabile anche nei suoi interni, costruita dall’artista Vincenzo Brunetti.
A partire da una prima costruzione, l’artista conosciuto come Vincent, ha dato viva ad un complesso incredibile che racconta la sua visione del Mondo e della vita, usando colori, sculture, scritte, piastrelle, mosaici, ceramiche materiali di recupero, unendo stili espressivi differenti e mischiando il sacro e il profano, dando forma ad uno spazio davvero unico.
L’accesso all’Eremo è gratuito e aperto al mattino e al pomeriggio, e non è raro trovare Vincent intento a dipingere, ma anche pronto a fare qualche chiacchiera insieme. Il giardino è completamente visitabile ed è presente anche un baretto dove rinfrescarsi e gustare un caffè leccese, e la struttura composta da diversi piani, terrazzi e una molteplicità di stanze permette di fare un’esperienza di esplorazione labirintica che ti lascia in un susseguirsi di emozioni che vanno dall’incanto ad una sensazione sinistra, eppure affascinante. Inoltre, è visitabile anche un’ampia galleria d’arte con diverse opere di Vincent, acquistabili.
Il complesso ti fa sentire immerso nei colori, quasi come accade con Parc Güell e Casa Batlló a Barcellona, dove si può osservare l’estro creativo di Gaudì, ma in una maniera diversa, perché mentre là ti senti dentro un’opera d’arte, qui a Vincent City è come immergerti nella coscienza dell’artista. Una sensazione unica.



Il blu della Grotta di Zinzulusa
Raggiungiamo la costa leccese, in particolare Castro, in perfetto orario per pranzare con la vista sul mare e poi ci dirigiamo all’ingresso della Grotta di Zinzulusa, il cui ticket è di 7€. Vicino all’ingresso è presente una piscina comunale vista mare, il cui accesso si può acquistare alla stessa biglietteria, ma riempiendosi facilmente, c’è anche chi sceglie di scendere la scalinata verso le grotte, appoggiare telo e ciabatte sulla scogliera e buttarsi direttamente nel mare blu.
Un blu davvero unico quello che si vede qui, e che prende ancora più colore quando si raggiunge la bocca delle grotte, con un contrasto tra luci e ombre che lascia incantanti.
Nella visita alla Grotta di Zinzulusa, che si fa in piccoli gruppi, si viene accompagnati da una guida che spiega la storia geologica, ma anche culturale di queste insenature nel cuore della Terra, e la nostra è stata davvero brava!
Queste grotte non sono le più spettacolari che io abbia visto e ad oggi sono visitabili solo per un percorso di 150m che si fa in mezz’ora circa, però, e per questo la guida è fondamentale, la loro storia e la loro conformazione, ed in particolare la loro biodiversità unica, creata dall’incontro tra acqua dolce e acqua di mare, le rendono davvero un luogo da scoprire.
Non essendo grotte che si sviluppano in profondità la temperature si mantiene costante con quella fuori, ma con molta più umidità, quindi non serve una felpa per visitarle, ma per evitare di scivolare sono consigliate della scarpe sportive.



Il rosso delle Cave di Bauxite
Raggiungiamo l’ultima tappa, prima di andare a cena a Otranto, poco prima del tramonto ed è l’orario perfetto per visitare le Cave di Bauxite che sono a poca distanza dalla città. Paghiamo 4€ di parcheggio e per accedere alle Cave lasciamo una piccola offerta, e poi percorriamo il sentiero di terra rossa che in pochissimo ci porta al laghetto.
I colori qui sono incredibili. Non solo il rosso della terra, dato dalla presenza di ossidi di ferro nella bauxite, il minerale da cui si ricava l’alluminio, ma anche il verde della vegetazione rigogliosa che circonda il lago, anch’esso con un colore unico che vira dal blu al verde, e infine, in lontananza il mare con il suo azzurro profondo. Sembra d’essere entrati in un quadro, come in Mary Poppins, perché questo posto sembra davvero irreale.
La zona, oggi area privata ma con accesso limitato al pubblico (è importante stare sui sentieri delineati per evitare crolli imprevisti del terreno), è un antico sito di estrazione mineraria dismesso intorno al 1980 e che una volta abbandonato ha permesso alla natura di riprendersi il suo spazio: l’acqua ha creato un laghetto e alberi e piante hanno ripreso a crescere, dando vita ad un paesaggio unico.



Data la vicinanza noi abbiamo chiuso la nostra serata con una passeggiata a Otranto e una cena con cibo tipico presso L’Oasi della Pagnotta, dove mia sorella che è celiaca ha potuto trovare una vasta selezione di opzioni senza glutine: dai panzerotti alla puccia salentina!
E sì, anche Otranto ha il suo colore unico e la meravigliosa terrazza sul mare vale una visita.
Hai qualche posto particolare da consigliarmi in Puglia? Raccontamelo nei commenti, ti leggo e rispondo sempre.
